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Più vicino il compromesso tra Iberia e sindacati per la riduzione degli esuberi


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Più vicino il compromesso tra Iberia e sindacati per la riduzione degli esuberi

Continua senza sosta, in Spagna, il braccio di ferro seguito alla decisione della compagnia aerea Iberia di licenziare migliaia di lavoratori.

“Non si firma, non si firma”: un centinaio di dipendenti contrari all’accordo si sono presentati fuori dal rettorato dell’Università autonoma di Madrid, dove lunedì erano in corso i negoziati tra le sigle sindacali e il mediatore scelto dal governo.

“Diversi sindacati hanno parlato e c‘è un generale sostegno per la proposta”, ha detto il professor Gregorio Tudela. “Alcuni non sono d’accordo, certo, e altri devono ancora decidere.”

Dopo l’ok di International Airlines Group, il consorzio che riunisce Iberia e British Airlines, le sigle sindacali maggioritarie hanno reagito positivamente al compromesso proposto da Tudela.

“Le organizzazioni – dice il rappresentante del sindacato UGT Francisco Rodríguez – mercoledì ritireranno lo sciopero solo se ci sarà un accordo di maggioranza. Se non ci sarà, Iberia licenzierà i lavoratori e noi proseguiremo con lo sciopero”.

L’accordo prevede una serie di punti, tra cui 666 licenziamenti in meno rispetto ai 3.807 prospettati inizialmente, l’aumento della buonauscita – trentacinque giorni di paga per ogni anno lavorato, invece di venti – e minori ribassi salariali.

L’azienda spera, in questo modo, di metter fine ai numerosi giorni di mobilitazione che, dall’annuncio degli esuberi a febbraio, le sono costati finora tre milioni di euro l’uno.

Resta da vedere cosa decideranno di fare alcune categorie. Il Sepla – sindacato che rappresenta i soggetti più colpiti dai tagli agli stipendi, cioè i piloti – ha fatto sapere che occorreranno almeno 15 giorni per riunirsi in assemblea e votare.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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