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Venezuela, Chavez: non si esauriscono le code per salutare il presidente

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Venezuela, Chavez: non si esauriscono le code per salutare il presidente

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Code chilometriche per vedere Hugo Chavez, e continuerà così fino a quando il corpo resterà esposto: per almeno una settimana, come hanno promesso le autorità.
Code che sono arrivate a toccare i tre chilometri, nel primo giorno di veglia funebre. E che proseguono anche sotto il sole cocente.

E non ci sono solo venezuelani, in coda:

“Non siamo più ignoranti, siamo peruviani, ma sappiamo quel che hanno vissuto i nostri fratelli venezuelani e siamo qui per questo, per dimostrare che dobbiamo restare uniti, viva Chavez”

“Il giorno in cui la televisione ha dato la notizia della morte del presidente ho pianto, ho pianto, e poi m’ha preso una crisi, sono scesa in strada e ho gridato ‘se n‘è andato il presidente’, però no, lui è vivo qui nel mio cuore”.

C‘è, tra le migliaia di persone che si mettono in coda, il desiderio di stare vicino al leader defunto: non solo per tributargli l’ultimo saluto, ma anche per poter dire di esser stati lì. E potranno dirlo, ma difficilmente potranno provarlo: le fotografie sono vietate.

“Con la morte dell’uomo, è nato un mito”, dice l’inviato di Euronews: “Chavez è già entrato nella leggenda dei grandi rivoluzionari latino-americani, con un grido che si ripete ininterrottamente tra la folla: ‘hasta la victoria, siempre’ “