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USA, bene i dati sul lavoro. Impennata delle nuove buste paga a febbraio

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USA, bene i dati sul lavoro. Impennata delle nuove buste paga a febbraio

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Fanno decisamente meno paura negli Stati Uniti i tagli automatici alla spesa e l’aumento delle tasse scattati dopo il Fiscal Cliff di gennaio e il Sequester di marzo. L’ultimo rapporto sull’occupazione parla di una vera e propria impennata a febbraio di nuovi posti di lavoro: 236 mila, ampiamente sopra le previsioni.

A spingere i nuovi assunti anche il manifatturiero: 14 mila in più nelle fabbriche, anche se il settore risente del calo della domanda. A fare la parte del leone le costruzioni, grazie al mercato immobiliare in ripresa e ai cantieri per la ricostruzione dopo l’uragano Sandy: 48 mila nuove buste paga a febbraio dopo le 28 mila di gennaio.

Proprio questo settore era stato citato da Ben Bernanke come esempio di miglioramento sostenuto di una politica monetaria espansiva. Chiaro il messaggio del presidente della Federal Reserve alla sua ultima udienza: continueremo a comprare bond al ritmo di 85 miliardi di dollari al mese finché non vedremo un miglioramento nel mercato del lavoro.

A febbraio il tasso di disoccupazione è sceso al 7,7%, ai minimi dal 2008. Ma per riportarlo a livelli sostenibili servono almeno 250 mila buste paga in più. E per più mesi di fila.