ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

FMI: salvataggio Irlanda e Portogallo, più tempo dall'Ue. Sul tavolo anche nodo Cipro

Lettura in corso:

FMI: salvataggio Irlanda e Portogallo, più tempo dall'Ue. Sul tavolo anche nodo Cipro

Dimensioni di testo Aa Aa

In mezzo alla tempesta della crisi economica l’Europa deve fare anche i conti con vecchi e nuovi salvataggi. A puntare i riflettori sui primi ci ha pensato Christine Lagarde durante sua visita in Irlanda.

Il Paese, come il Portogallo, cerca di uscire con successo dal programma di aiuti. Il capo del fondo monetario internazionale ha invitato a tenere il piede sull’acceleratore delle riforme senza, però, che gli obiettivi di riduzione del deficit di bilancio strozzino la ripresa.

Sono tanti i Paesi dell’Unione alle prese con livelli alti di debito pubblico. Che questi debbano calare, tutti sono d’accordo, ma a che velocità?

“Sono convinta – ha detto – che il ritmo dovrebbe essere misurato e costante. Il che significa anche immaginare durature e credibili misure di medio termine e attenersi ad esse, piuttosto che focalizzarsi esclusivamente e prevalentemente sugli obiettivi di deficit principali.”

I due Paesi soccorsi hanno finora aderito a tutte le severe condizioni del salvataggio, ma chiedono più tempo per ripagare i debiti.

Sarei cauta a chiedere solo un’estensione dei termini, ha detto la Lagarde, la quale, ai ministri delle finanze dell’Eurogruppo che in settimana avevano chiesto l’opinione dell’FMI, risponde in modo netto: l’Europa deve fare di più, estendere l’assistenza fiscale.

Per due Paesi che vogliono uscire, ad ogni modo, ce n‘è uno che vuole entrare: Cipro. Diciassette miliardi di euro: è la cifra chiesta dall’isola per salvare il suo settore bancario crollato per l’eccessiva esposizione alla Grecia.

Tra le condizioni discusse dai creditori internazionali – preoccupati di rivedere ripagati i loro prestiti – si parla ora di un’aumento delle imposte alle aziende, una tassa sulle rendite finanziarie e una sulle transazioni.

La speranza è inoltre quella che, a partecipare al salvataggio, sia anche la Russia, Paese che nelle banche di Nicosia detiene ingenti capitali.