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Femminismo, la Svezia è andata troppo avanti?

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Femminismo, la Svezia è andata troppo avanti?

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Quando si parla di uguaglianza tra i sessi è spontaneo pensare alla Svezia: qui il tasso di occupazione femminile è tra i più alti al mondo, i due terzi dei laureati sono donne e il congedo parentale è molto generoso. In breve, alla vigilia dell’8 marzo la Svezia dà l’esempio. Anche se a volte si è trattato di un esempio discutibile.

L’estate scorsa Viggo Hansen, consigliere della Contea di Sormland, ha proposto di obbligare i maschi a fare la pipì seduti nei gabinetti della sede del consiglio provinciale. E questo per motivi igienici, ma la questione ha aperto il dibattito sul senso di virilità degli uomini.

«Quando mio figlio era alla scuola materna, lo hanno voluto forzare a fare pipì in piedi, mentre a casa gli dicevamo di farla seduto sul water – raccpnta Hansen – . Arrivato alle elementari ha potuto sedersi e quindi non ci sono stati più problemi. In merito ho letto, però, un articolo su una scuola in Norvegia dove era vietato fare pipì in piedi. Molti hanno protestato dicendo che si trattava di un attentato alla loro virilità”.

Ann-Hélène Rudberg si è unita al movimento femminista negli anni ’70 e si è battuta per i diritti delle donne perché sua madre aveva subìto violenze domestiche. Oggi sostiene i diritti delle donne, ma pensa che i partiti politici femministi prendano le cose troppo alla lontana:

“E’ una lotta di potere tra uomini e donne – dice Rudberg – . Il risultato è che abbiamo le donne da un lato e gli uomini dall’altro. E questo non va bene né per i bambini né per nessuno.

In questa scuola di Stoccolma l’insegnamento della parità tra i sessi è una priorità. I bambini e le bambine sono incoraggiati a non essere chiusi dentro ruoli stereotipati. Dall’anno scorso il dizionario svedese ha un nuovo vocabolo, “hen”, un pronome neutro che lui e lei.

“Alcuni pensano che trasformeremo i bambini in bambine e viceversa, ma ovviamento non è questo che facciamo – dice la direttrice della scuola Lotta Rajalin – . Ci auguriamo, invece, di dare a ogni essere umano gli stessi diritti e le stesse opportunità. E’ una questione di democrazia”.

Parità tra i sessi e democrazia. Se alcuni ritengono che il governo svedese abbia un’agenda troppo sbilanciata verso la questione femminile, altri pensano che per ottenere una vera uguaglianza ci sia ancora molta strada da fare.