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Vaticano, i cardinali elettori chiedono trasparenza

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Di Euronews
Vaticano, i cardinali elettori chiedono trasparenza

<p>Mai nella storia recente della Chiesa cattolica la successione di un Papa è stata così incerta come oggi. L’odore degli scandali che hanno caratterizzato il pontificato di Benedetto <span class="caps">XVI</span> ha destato la curiosità dei cardinali non residenti, arrivati a Roma per il conclave, i quali vogliono vederci chiaro nel funzionamento degli affari della Chiesa al fine di poter scegliere con consapevolezza la prossima guida del Vaticano.</p> <p>Portavoce di questa corrente di cambiamento sono i cardinali statunitensi,che da lunedì scorso fanno valere il loro diritto all’informazione tenendo viva l’attenzione dei media. </p> <p>“Vogliamo sapere e imparare quanto più possibile riguardo a come sono governate la Chiesa e la Curia. Vogliamo aprire la disccssione, che credo proseguirà fino a quando i cardinali non vedranno soddisfatto il loro bisogno di essere informati”, ha detto l’arcivescovo di Galveston-Houston Daniel Nicholas Di Nardo</p> <p>Papa Ratzinger ha posto il veto alla consultazione del rapporto sullo scandalo Vatileaks, ma i cardinali statunitensi hanno avuto accesso a una fonte privilegiata : l’arcivescovo Carlo Maria Viganò, attuale ambasciatore del Vaticano a Washington. Viganò si era lamentato di essere stato allontanato da Roma per aver rivelato alcuni casi di corruzione e di favoritismi in seno alla Curia romana nell’attribuzione di contratti a imprese italiane.<br /> A complicare ulteriormente il conclave ci sono i cardinali del nuovo mondo, che vogliono mettere fine all’eurocentrismo della Chiesa. Per far sentire la loro voce utilizzano un argomento demografico: su 1,2 miliardi di cattolici nel mondo, soltanto un quarto vive in Europa.</p> <p>Con 59 cardinali, gli europei rappresentano oltre la metà del conclave, ma non hanno più la maggioranza dei due terzi, pari a 77 voti, necessaria a eleggere il nuovo Papa. Il voto dei cardinali extra europei sarà dunque determinante.<br /> Lo spostamento degli equilibri è stato anche opera dello stesso Benedetto <span class="caps">XVI</span>, che nel novembre scorso ha nominato sei nuovi cardinali tutti non europei. Fatto che potrebbe aprire la strada a un outsider.</p> <p>Chi sono i favoriti per il pontificato? E quali sono le caratteristiche che dovrà avere il nuovo Papa in un mondo sempre meno euro-centrico?<br /> Euronews lo ha chiesto a Fabio Zavattaro, giornalista del Tg1 ed esperto vaticanista. </p> <p>Fabien Farge, Euronews:<br /> Che cosa pensa della ribellione di gran parte dei cardinali durante le congregazioni. rappresentano un numero importante in questa elezione inattesa del nuovo Santo Padre?</p> <p>Fabio Zavattaro:<br /> Credo che i cardinali siano soprattutto attenti a capire cosa li aspetterà. Vogliono trovare un accordo, vogliono capire quali sono i grandi temi che la Chiesa e il Papa avranno di fronte una volta nominato il successore di Benedetto <span class="caps">XVI</span>. Credo che stiano cercando di capire bene quali sono i problemi da affrontare. Solamente alla luce delle risposte a questi grandi temi potranno indicare la persona che sarà più capace di trovare le soluzioni.</p> <p>Euronews: <br /> Come può andare avanti questa Chiesa nel mondo di oggi?</p> <p>Fabio Zavattaro:<br /> Credo che oggi abbia bisogno di un Papa che sappia unire il modo pastorale di Giovanni Paolo II e la capacità intellettuale di Benedetto <span class="caps">XVI</span>: Un Papa che sappia stare in mezzo alla gente, ma nello stesso tempo sappia trovare le parole per dare senso a quei valori che si sono un po’ offuscati. Quando Benedetto <span class="caps">XVI</span> ha voluto dare vita a questa idea di nuova evangelizzazione, lo ha fatto soprattutto perché in Europa ci sono freddezze che vanno vinte e superate.</p> <p>Euronews:<br /> Nell’ultima nomina di nuovi cardinali fatta da Benedetto <span class="caps">XVI</span> non ci sono italiani, mentre c‘è un nigeriano, John Onaiyekan, che oggi è considerato un papabile. E’ un segnale?</p> <p>Fabio Zavattaro: <br /> Certo che è un segnale. Il segnale di una Chiesa che già con Paolo VI con il Concilio ha voluto aprirsi al mondo. Ho un’immagine che mi piace sempre ricodare. Quando Giovanni <span class="caps">XXIII</span> ha aperto il Concilio lo ha fatto all’interno della basilica, cioè la chiesa ancora chiusa nei recinti sacri. Paolo VI ha fatto la messa conclusiva in piazza San Pietro. E dunque che sia un cardinale africano in corsa per diventare Papa è un bel segnale. Tra l’altro si tratta dell’arcivescovo di Abuja e in Nigeria come sappiamo c‘è una situazione difficile per i cristiani.</p> <p>Euronews:<br /> Ha un favorito? </p> <p>Fabio Zavattaro:<br /> Ne ho diversi. Ci sono cardinali che vengono dal Centro Europa. Potrei citare due nomi, Schoenborn ed Erdo. Cardinali che vengono dall’America Latina, Scherer o Norberto Rivera Carrera di Città del Messico. Vedo meno in pole position gli italiani, ma certo il cardinale Scola o Ravasi sono due persone che bisogna comunque tenere sotto controllo.</p>