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La Bce lascia i tassi di interesse invariati

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La Bce lascia i tassi di interesse invariati

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“Se i rendimenti salgono in seguito ad eventi politici la politica monetaria non c’entra e l’Eurotower non può fare nulla”, aveva anticipato così Benoit Coeure, uno dei membri del comitato esecutivo, la decisione della Banca centrale europea.

Giovedì, al vertice ordinario del consiglio direttivo, è arrivata la conferma: il tasso d’interesse di riferimento rimane fermo allo 0,75%.

E’ l’ottavo mese consecutivo e arriva a seguito di una serie di dati macroeconomici che non lasciano molte speranze per l’economia del Vecchio Continente: i disoccupati nell’eurozona hanno raggiunto quota 19 milioni a inizio anno, e nell’ultimo trimestre del 2012 l’economia si è contratta dello 0,6%.

L’unico dato stabile è quello dell’inflazione, scesa all’1,8% a febbraio, in linea con l’obiettivo della Bce appena sotto al 2%. Alla luce di questo alcuni esperti avevano cominciato a parlare di un possibile, ulteriore taglio al costo del denaro.

Ma, a queanto pare, è ancora presto. Anche se gli economisti insistono sul fatto che il clima di incertezza provocata dall’esito delle elezioni italiane e i timori per una ricaduta nella crisi del debito lascino la porta aperta a futuri allentamenti da parte di Francoforte.