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Il Regno Unito dentro o fuori dall’Europa?

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Il Regno Unito dentro o fuori dall’Europa?

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In questa puntata si parla dei rapporti tesi tra Londra e Bruxelles. Il premier britannico David Cameron ha annunciato che intende proporre entro il 2017 un referendum sulla permanenza del Regno Unito nell’Unione Europea.

Ospite di Chris Burns è Daniel Hannan, membro del Gruppo dei Conservatori e Riformisti europei al Parlamento.

Chris Burns: “La maggioranza dei cittadini britannici, stando agli ultimi sondaggi, è favorevole all’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. Cominciamo con la domanda di un giovane belga”.

Lionel: “Ciao mi chiamo Lionel e sono di nazionalità belga. Perché onorevole Hannan se è un euro-scettico è deputato al Parlamento Europeo?”

Chris Burns: “Perché sputa nel piatto in cui mangia?”

Daniel Hannan: “È una domanda che mi viene rivolta spesso e non sempre in modo tanto educato. Mi viene detto piuttosto: ‘Che ci fa qui se non ci crede’. Ci sono due risposte: in primo luogo si suppone che il Parlamento sia un’assemblea rappresentativa e sono sorpreso dal numero degli euro-federalisti che credono in un Parlamento che rappresenti l’intero Continente e poi dimostrano di avere dei problemi quando è di fatto rappresentativo. Non pretendo che le mie idee siano condivise da tutti anche se dopo il voto scopriremo che c‘è qualcuno che le condivide. Ritengo che sia strano e inquietante sostenere che non si può avere un posto in una legislatura democratica se la si pensa in un certo modo.”

Chris Burns: “Hannan abbiamo un’altra domanda dalla Spagna.”

Carmen: “Perché i britannici fanno al resto d’Europa lezioni di economia e morale?”

Chris Burns:“Voi sapete tutto?”

Daniel Hannan: “Uno degli aspetti problematici del progetto europeo è che Paesi diversi con visioni differenti su come la società e l’economia dovrebbero funzionare hanno raggiunto un compromesso che non soddisfa nessuno. Ed è per questo che sarei più felice nel vedere la Gran Bretagna vivere secondo le proprie leggi senza dire a un Paese limitrofo come gestire i propri affari.”

Chris Burns: “Cosa pensa della possibilità di fare un compromesso per far parte di una realtà più grande e potente?”

Daniel Hannan: “Questo è il senso della domanda di Carmen, quando parla di ‘fare lezioni’. Sarei più felice se ogni Paese prendesse le proprie decisioni su materie nazionali chiave e di propria competenza. Sarebbe più democratico e soddisfacente per tutti i Paesi se la cooperazione europea fosse ristretta a questioni squisitamente transnazionali mentre ognuno dovrebbe occuparsi, come meglio crede, delle questioni interne. Proprio perché non voglio fare una lezione dico che non spetta a me dire a Belgio, Spagna e Germania cosa dovrebbero fare. Se vogliono condividere la loro sovranità, allora buona fortuna! Potranno contare sulla nostra buona volontà, sul nostro mercato aperto, sulla nostra alleanza militare, ma non voglio compromettere la nostra democrazia o trattare sulla nostra indipendenza, preferiamo essere buoni vicini piuttosto che cattivi inquilini.”

Chris Burns:“La nostra prossima domanda arriva da un giovane spagnolo ed è sull’influenza che il Regno Unito può avere dentro o fuori dall’Unione Europea.”

Adam: “I britannici credono di perdere il loro potere dentro l’Unione Europea. Ma se lasciano l’economia considerata più importante a livello mondiale non ne perdono in influenza?”

Chris Burns:“Cosa ne pensa?”

Daniel Hannan: “Se fosse vera l’idea che bisogna far parte di un grande blocco per crescere, la Cina sarebbe più ricca di Hong Kong e l’Indonesia più di Singapore. Per avere successo nel mondo bisogna regolare il regime fiscale e il sistema di tassazione. Tanto per essere chiari su questo: nessuno nel Regno Unito ha detto che non dobbiamo fare scambi commerciali con i nostri amici e alleati del Continente. Non l’ho sentito dire da nessuno. In realtà, su entrambi i lati della Manica e nel Parlamento Europeo, le persone che sostengono con più forza l’uscita dall’Unione Europea sono tutte a favore della nostra partecipazione un po’ sul modello svizzero.”

Chris Burns: “Resterebbe aperta la porta ai lavoratori britannici se il Regno Unito lasciasse l’Unione Europea? Questa è la nostra prossima domanda da una ragazza francese.”

Isabelle: “Vorrei sapere cosa ne sarà delle centinaia di migliaia di cittadini britannici che vivono e lavorano in Europa se la Gran Bretagna dovesse uscire dall’Unione Europea?”

Chris Burns: “Vi preoccupa il fatto che la porta potrebbe essere sbattuta in faccia ai lavoratori britannici nell’Unione Europea?”

Daniel Hannan:“Mi ricordo di tanti britannici che lavoravano nel Continente prima che esistesse il mercato unico. C’erano centinaia di migliaia di britannici che vivevano in Spagna prima che entrasse nell’Unione Europea nel 1986. E poi si possono raggiungere accordi bilaterali su queste questioni senza essere membri europei. Una delle grandi falsità è pensare che coloro che sono contro Bruxelles sono anche contro la cooperazione internazionale. Non è vero, vogliamo le più strette relazioni possibili tra i diversi Paesi, ma queste dovrebbero essere regolate da accordi intergovernativi e democratici tra Paesi amici.”

Chris Burns:“Ora un’altra domanda dal Belgio sulla sua visione dell’Unione Europea.”

Julie:“Vorrei sapere perché lei sostiene che l’Unione Europea non sia democratica e progressista ma elitaria?”

Chris Burns : “È questo quello che pensa? Che l’Europa non sia democratica?”

Daniel Hannan: “C‘è una vecchia battuta che si fa a Bruxelles e dice che se l’Unione Europea fosse un Paese e chiedesse di aderire non sarebbe accettata perché non è abbastanza democratica. È una situazione straordinaria e non è più accettabile solo perché col passare del tempo ci siamo abituati: il potere legislativo ed esecutivo è concentrato nelle mani di 27 commissari lontani dall’opinione pubblica.”

Chris Burns: “Ma le cose stanno cambiando, c‘è una parte esecutiva, ma ce n‘è anche una legislativa che sta accrescendo il proprio potere grazie soprattutto al Trattato di Lisbona.”

Daniel Hannan: “Questo è il punto fondamentale, come si concepisce la democrazia. La democrazia non è solo barrare una scheda elettorale ogni cinque anni. La democrazia si fonda sulla relazione tra governo e governati, un’affinità, un patto di fedeltà tra chi approva le leggi e le persone che devono rispettarle. Questo succede in Portogallo, Svezia, Giappone, Canada. Poche persone si sentono europee nello stesso modo in cui altri si sentono giapponesi o canadesi. Il problema è quando si crea l’istituzione dello Stato senza che ci sia un sentimento di appartenenza nazionale, si finisce con un governo che è separato dal popolo, che non ha nessuna legittimità pubblica. Stiamo per vedere, a quanto pare, lo spettacolo dei deputati che voteranno il bilancio a porte chiuse perché non osano dire pubblicamente quello che hanno deciso in privato. Questa, mi dispiace, non è democrazia. Una democrazia richiede il ‘demos’, un’unità con la quale ci identifichiamo quando usiamo la parola ‘noi’, ma se il ‘demos’, il popolo, si lascia fuori, resta solo il ‘cratos’, il potere, ovvero un sistema che deve imporre per legge quello che non può chiedere di fare solo in nome del patriottismo.”

Chris Burns:“Un’ultima domanda dal Belgio su un tema che vorrei approfondire: l’immigrazione.”

Cedric: “Cosa ne pensa della politica di immigrazione britannica nei confronti dei Paesi dell’Est?”

Daniel Hannan: “Sono favorevole all’immigrazione dal resto dell’Europa. Credo nel libero spostamento dei lavoratori. Penso che ci siano delle preoccupazioni sull’abuso di vantaggi che sono comuni a certi Paesi occidentali, non solo al Regno Unito. Queste questioni necessitano un chiarimento, quali sono le prestazioni sociali alle quali si può avere accesso quando si arriva e quanto tempo si deve aspettare prima di avanzare delle rivendicazioni. Non vorrei mettere in discussione i principi del libero movimento di lavoratori, penso che sia una cosa buona ma non accetto le critiche degli anti-europei. Io mi considero molto europeo, parlo il francese, lo spagnolo, ho vissuto e lavorato in tutto il Continente. Quello che voglio è l’evoluzione del governo parlamentare e la libertà regolata dal diritto. Sono in dissenso con l’Unione Europea perché sta abbandonando queste questioni”.