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Il dolore e i dubbi dei venezuelani di fronte alla morte di Chavez


Venezuela

Il dolore e i dubbi dei venezuelani di fronte alla morte di Chavez

“Viva il Comandante”, “Viva il Comandante” gridano le centinaia di persone che si sono radunate davanti all’ospedale militare di Caracas dove è morto Hugo Chavez. Il Venzuela perde la persona che ha guidato il Paese per quasi quindici anni, per molti è un momento doloroso: “Il mio cuore è a pezzi – dice una donna -. Chavez si è preso una parte del mio cuore”. “Il comandante ha lasciato un vuoto incolmabile – dice un uomo -, un uomo eroico che ha combattuto per il Venezuela, specialmente per noi, per i poveri”. “Noi siamo Chavez – grida una sostenitrice di Chavez -. Lunga vita a Chavez”.

Molti venezuelani erano convinti che le condizioni di salute del Presidente sarebbero migliorate. Alcuni pensano che non sia stata detta tutta la verità: “Non so se definirla una menzogna – dice un venezuelano -, ma prima hanno detto di avere parlato con lui, di avere avuto una conversazione, un incontro di lavoro e in 48-72 ore è successo questo”. “Credo che per il Venezuela sia meglio un futuro senza Chavez – dice un altro venezuelano -, ma lascia un’eredità. Non condivido le sue idee, ma lascia anche cose positive per il Paese”.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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