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Lore: il viaggio di una adolescente verso la verità, tra le macerie della guerra

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Lore: il viaggio di una adolescente verso la verità, tra le macerie della guerra

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Il crollo di un’ideologia, la scoperta di una dura verità attraverso gli occhi di una adolescente. Lore, secondo lungometraggio dell’australiana Cate Shortland, racconta la storia della figlia di un ufficiale delle SS all’indomani della fine del nazismo.

Tornato a casa in Baviera, suo padre brucia in giardino centinaia di documenti compromettenti. Obbliga tutti a fare le valigie. Assieme alla moglie lascia i figli. Soli, Lore e i quattro fratelli minori devono raggiungere la nonna ad Amburgo, all’altro capo del Paese.

Comincia un periplo durante il quale l’incontro con un ragazzo ebreo farà cadere il mondo in cui Lore è cresciuta. “Mi piace l’idea che questa ragazzina all’inizio del film pensi che suo padre sia un eroe di guerra e che poi nel corso del suo viaggio scopra che ha commesso crimini contro l’umanità”, afferma Cate Shortland. “Deve ricostruire se stessa e alla fine del film è completamente smarrita. Ma per me significava trasmettere un messaggio di speranza, perché questa ragazza abbandona questa specie di fallimento morale e ora è libera di creare qualcosa di nuovo”.

Il film è stato girato in Germania, con attori tedeschi e in tedesco, nonostante la regista non parli questa lingua. Lore è interpretata dalla ventenne Saskia Rosendahl, al suo primo ruolo da protagonista. Direttore della fotografia Adam Arkapaw.

“Abbiamo scelto di lavorare in tedesco per renderlo più attendibile. Abbiamo girato il film in un modo strano, come un documentario”, continua Shortland. “E poi abbiamo fatto un lavoro incredibile di produzione di costumi ed altro. Poi Adam Arkapaw è venuto sul set con la 16 millimetri in spalla, interagendo con questi set davvero belli, con gli attori, in modo da creare un ambiente vivace e spontaneo”.

Lore, riflessione sulla trasmissione del male e della colpa, è trattato dal romanzo ‘The Dark Room’, della scrittrice britannica Rachel Seiffert. Ha ricevuto il premio del pubblico al Festival di Locarno.