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Le priorità della Cina: crescita stabile e più domanda interna

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Le priorità della Cina: crescita stabile e più domanda interna

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Non solo ricambio politico: al Congresso nazionale del Popolo cinese, apertosi martedì a Pechino, vecchi e nuovi leader fissano gli obiettivi per i prossimi dieci anni della seconda economia del mondo.

Nel 2012 la crescita del Pil ha registrato un deciso rallentamento, fermandosi al 7,8%. Dopo anni di accelerazione a doppia cifra, il premier dimissionario Wen Jiabao ha fissato, per il 2013, un obiettivo più orientato alla stabilità.

“L’obiettivo di crescita economica di quest’anno intorno al 7,5% – ha detto – è necessario ed appropriato. E dobbiamo impegnarci duramente per raggiungerlo”.

La priorità per il Paese è quella di diversificare il modello di sviluppo basato soprattutto sulle esportazioni, dopo che la flessione provocata dalla crisi della domanda in Europa ha messo in pericolo la creazione di posti di lavoro.

Focus dei vertici governativi diventano ora i consumi interni. Una decisa accelerazione in questo sendo dovrebbe arrivare dal piano di urbanizzazione da circa 5 mila miliardi di euro voluto dal futuro premier Le Keqiang.

Rimane il problema dell’inflazione: i prezzi delle case continuano a salire e permettersi un’abitazione in Cina sta diventando un problema sociale. Per tenerli sotto controllo l’obiettivo per l’anno 2013 è stato fissato al 3,5%.