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Hugo Chavez: il Bolivar populista del XXI secolo.

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Hugo Chavez: il Bolivar populista del XXI secolo.

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Amato o odiato, a suo modo è stato una leggenda. Provocatore cresciuto col mito di Simon Bolivar, Hugo Chavez si era ritagliatol’immagine di Robin Hood dell’America Latina.
Rivoluzionario, contro tutti gli imperialismi, nel 1992tenta un colpo di stato contro il presidente Carlos Andres Perez.
Fallisce, ma ne ha un grande successo mediatico. Diventa un personaggio. Passa due anni in carcere, alla sua liberazione, nel 1994 fonda un movimento politico e quattro anni dopo vince le presidenziali.

Sfrontato e sfacciato lo è da subito, da quando “giura sulla Carta fondamentale che chiama “moribonda costituzione” del Paese.
Gli bastano pochi mesi per varare una nuova Costituzione che sancisce la nascita della “Repubblica Bolivariana del Venezuela”.

Forte di un prolungamento del mandato presidenziale, fatto inserire nella Costituzione, nel duemila Chavez viene rieletto alla testa del paese per sei anni.
Cavalcando il malassere do vuto anche alla sua politica, viene organizzato un colpo di stato che dura appena il tempo de gli annunci sui giornali. Nel giro di 48 orei suoi fedelissimi ottengono la liberazione.
Chavez deve moltoal petrolio di cui il sottosuolo venezuelano è ricchissimo.
Il greggio diventa arma di pressione politica.
Ècon le rendite del petrolio, che Chavez finanzia sanità, istruzione e programmi sociali, volti a ridurre la povertà e a riscattare i ceti meno abbienti.
Frequenta personaggi ritenuti pericolosi dall’Occidente come il presidente iraniano Ahmadinejad, il libico Gheddafi e si erge così a paladino di un nuovo modello sociale e politico, in linea con quello castrista.
Passaggio obbligato è l’autosufficienza del continente sudamericano. Un concetto che agli incontri dell’Unasur Chavez ribadisce e declina in aspirazioni a una moneta unica e una “Banca del sud”, che si affranchi da quella che considera “la dittatura dell’FMI”.
Inanella incidenti diplomatici,come nel 2007 quando si fece rimbrottare dal re di Spagna.
Populista e popolare, Chavez non si cura delle critiche e continua per la sua strada.

Il mito Chavez si conferma quando nel 2011 ostenta la sua battaglia contro il cancro.

I segni della chemio sono visibili solo per la perdita dei capelli, la grintarestaquella di sempre.

Una riforma costituzionale gli permette di ripresentarsi alle presidenziali, mentre la sua voglia di vivere ha la meglio sul male.
Alle presidenziali di ottobre staccando di una decina di punti l’avversario Enrique Capriles, si conferma per la terza volta alla guida del Paese.
L’8 dicembre, a un mese dall’inizio del nuovo mandato, il presidente annuncia di dover essere operato per la 4 volta. A Cuba. Da dove è appena rientrato per occuparsi della propria successione, se non lui non dovesse ritornare.
“In questo caso vi chiedo di votare Nicolas Maduro” annuncia. Fino alla fine la grande preoccupazione di Chavez è stata quella di poter assicurare che la suarivoluzione bolivariana potesse sopravvivergli.