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60 anni dalla morte di Stalin, 49% dei russi giudica positivamente dittatore

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60 anni dalla morte di Stalin, 49% dei russi giudica positivamente dittatore

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Mazzi e corone di fiori per Iosif Stalin, a Mosca, nel giorno del sessantesimo anniversario della sua morte. L’iniziativa del Partito comunista russo ha raccolto un migliaio di persone davanti alla tomba del dittatore sovietico, a ridosso delle mura del Cremlino.

Dopo oltre mezzo secolo, la figura del “piccolo padre” rimane ancora al centro di un acceso dibattito in Russia sul suo ruolo storico e le sue colpe:

“Durante il 1937 e il 1938, furono imprigionate 1 milione e mezzo di persone – ricorda Arseny Roginsky, responsabile del memoriale delle vittime della dittatura – 700mila di loro furono condannate a morte”.

La sua popolarità è cresciuta nell’ultimo decennio, il 49% dei russi ha un giudizio positivo sul dittatore e il 36% considera Stalin il personaggio storico più importante del Paese. In Georgia, dove nacque, viene ricordato come un grande leader:

“Ha salvato il mondo dalla Germania nazista – sostiene Alexander Lursmanashvili, capo dell’organizzazione georgiana pro Stalin – E dire che era simile a Hitler è una vergogna, è un crimine contro l’umanità”.

Un cambio di opinione dovuto anche al Cremlino che ha rispolverato la retorica degli ideali sovietici. Frutto delle preoccupazioni per la corruzione e lo status del Paese – sostengono alcuni storici – che hanno dato vita a un passato “immaginario”.