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Soldati del regime siriano uccisi in Iraq, tensione al confine tra i due Paesi

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Soldati del regime siriano uccisi in Iraq, tensione al confine tra i due Paesi

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Dopo giorni di tensione crescente lungo il confine, il conflitto siriano invade il territorio iracheno: un gruppo di uomini armati non identificati ha attaccato un convoglio militare uccidendo nove guardie irachene e 48 soldati siriani che venivano riaccompagnati nel loro Paese.

L’agguato è avvenuto nell’inquieta provincia di Anbar, base di gruppi alleati di Al Qaida, dove è forte la solidarietà dei sunniti per i ribelli siriani.
L’attacco mostra come il conflitto stia ormai uscendo dai confini e rischi di portare tensioni anche tra gli abitanti sunniti di Anbar e il governo sciita di Bagdad.

Intanto in Siria i ribelli hanno conquistato al Raqqah, dove tra scene di esultanza popolare è stata tirata giù la statua del defunto presidente Hafez al Assad.
E’ il primo capoluogo di provincia a cadere sotto il controllo delle milizie anti-regime.

Il presidente israeliano Shimon Peres, in un’intervista esclusiva con Euronews che sarà trasmessa martedì, ha dichiarato: “Ritengo che l’unica in grado di poter risolvere la situazione e fermare lo spargimento di sangue in Siria sia la Lega Araba. La Siria è un Paese arabo e sono gli arabi a sapere che cosa sta accadendo lì. Noi siamo stranieri. Credo che la Lega Araba dovrebbe mettere in piedi un governo di transizione per un anno o due, sostenuto dalle Nazioni Unite”.