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Si vota per le presidenziali in Kenya, con lo spettro della violenza del 2007

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Si vota per le presidenziali in Kenya, con lo spettro della violenza del 2007

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La speranza è che l’epilogo non somigli a quello del 2007, quando le presidenziali in Kenya si trasformarono in un bagno di sangue, a causa dei sospetti di brogli nell’elezione a capo dello Stato di Mwai Kibaki. Le vittime, in mesi di scontri etinici, furono oltre mille.

Lunedì 4 marzo la poltrona torna in palio e uno dei due principali contendenti è di nuovo Raila Odinga, che sei anni fa sfidò Kibaki e fu battuto. Il leader dell’Orange democratic movement, fu nominato premier per porre fine agli scontri tra le etnie luo e kikuyu.

A quest’ultima appartiene il rivale Uhuru Kenyatta, suo vice al governo. Figlio del primo presidente del Kenya, Jomo Kenyatta, nel 2007 sostenitore di Kibaki, accusato di crimini contro l’umanità dalla Corte penale internazionale per il presunto coinvolgimento nell’organizzazione delle violenze post elettorali.

Il presidente in carica ha invitato i contendenti ad accettare pacificamente il risultato delle urne, qualunque esso sia.