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Scandalo carne di cavallo, tracciare i prodotti non previene le frodi

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Scandalo carne di cavallo, tracciare i prodotti non previene le frodi

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Cinquanta per cento di vendite in meno in appena tre settimane e centinaia di prodotti ritirati dal mercato. Lo scandalo della carne di cavallo presente in alimenti preconfezionati preoccupa l’industria alimentare europea. Per ripartire bisogna riconquistare la fiducia dei consumatori. La tracciabilità elettronica dei prodotti può essere un inizio. GS1 l’azienda leader nel settore delle etichette di nuova generazione, basate sulla tecnologia RFID. Per conoscere l’origine dei prodotti è sufficiente accostare all’etichetta uno smartphone.

“ L’etichetta intelligente e il despatch advise sono due semplici strumenti, per quanto un forse un po’ tecnologici, in grado di assicurare la corretta implementazione della direttiva europea in tutti i Paesi membri” spiega Jan Somers della GS1, che aggiunge:” Se però viene commessa una frode gli unici a poterlo scoprire sono i distributori e poi le aziende stesse assieme alle autorità pubbliche”.

La tracciabilità diventa fondamentale soprattutto nel caso in cui si debba procedere al ritiro di prodotti dal mercato. Come sta accadendo in questi giorni. Il rischio di frode, però, resta.

Mella Frewen, PDG food ammette:“Che l’etichetta indichi mille informazioni o una sola, non basta a prevenire le frodi. Una frode resta una frode”.

Il problema riguarda soprattutto il commercio di prodotti tra Paesi europei dove i controlli sono molto meno stringenti.

Sophie Tise, ricercatrice presso Crioc afferma:“i controlli tra le dogane sono effettuati già a partire dagli aeroporti, sugli aerei, e anche nei porti. Il problema in genere si ha per i prodotti trasportati via terra sui quali i controlli sono molto difficili”.