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In vista del conclave cominciato il "toto-Papa"

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In vista del conclave cominciato il "toto-Papa"

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In vista del conclave comincia il toto-papa. Da quale paese verrà? E quali saranno gli equilibri che eleggeranno il successore di Benedetto XVI?

Ne abbiamo parlato con Valerio Gigante, giornalista di Adista, agenzia di stampa cattolica.

Valerio Gigante: Secondo me le tendenze in campo sono tantissime, c‘è quella legata alla nazionalità, che è quella più classica e tipica dei conclavi, c‘è quella tra conservatori e progressisti… Sono soprattutto diciamo tendenze geopolitiche ed economico-finanziarie che giocano tantissimo. Del resto hanno giocato moltissimo anche nelle dimissioni dell’attuale pontefice.

Alberto De Filippis: Questo pontefice ha cambiato in corso d’opera o ha cercato di cambiare in corso d’opera le nomine o anche la tendenza che stava prendendo la Chiesa rispetto a quello che era l’inizio del suo pontificato?

Valerio Gigante: Io credo che questo pontefice abbia fortemente sottovalutato la possibilità di governare la Chiesa. Si è trovato di fronte a una serie di lotte intestine tra cardinali e tra movimenti ed espressioni di potentati economico-finanziari che non ha potuto gestire. Nell’ultimo concistoro, quello di novembre, ha tentato con l’inserimento di sei cardinali provenienti da continenti extra-europei, di equilibrare, cercando di dare un respiro un po’ più plurale e universale al prossimo conclave, che però secondo me è fortemente compromesso dal fatto che in tutti questi anni i cardinali nominati, lo sono stati in virtù della loro appartenenza a una o una delle cordate che si contendono il potere all’interno della Chiesa.