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Israele: tempi supplementari a Netanyahu per scongiurare un nuovo voto

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Israele: tempi supplementari a Netanyahu per scongiurare un nuovo voto

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Due settimane in più per formare un governo e scongiurare lo spettro di nuove elezioni. Scaduti infruttuosamente i 28 giorni “regolamentari” dal confuso voto del 22 gennaio, il presidente israeliano Shimon Peres veste i panni dell’arbitro istituzionale e concede a Benjamin Netanyahu i tempi supplementari.

Imperativo affidato alla stretta di mano col premier riconfermato è quello di portare a casa il risultato entro il 16 marzo.

L’unica certezza della campagna acquisti risponde però al momento al nome di Tzipi Livni. I 6 seggi portati in dote dalla storica avversaria centrista, collocano però la nascente coalizione ancora lontano dai 61 necessari per controllare la Knesset.

Oggi come al momento del voto, spauracchio di Netanyahu è soprattutto Yair Lapid: ex anchorman televisivo, catapultato dalle urne all’inatteso ruolo di leader del secondo partito dell’arco parlamentare.

A complicarne l’inserimento nel gioco delle alleanze sono però soprattutto volontà di porre un freno ai nuovi insiediamenti e fermo no ad esenzioni e particolare statuto finora riconosciuto agli ultra-ortodossi.