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Stati Uniti: scattano i tagli alla spesa pubblica


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Stati Uniti: scattano i tagli alla spesa pubblica

Salta l’accordo con i Repubblicani e Obama è costretto a firmare il decreto sui tagli automatici alla spesa pubblica. Dalla mezzanotte – ora statunitense – sono entrati in vigore i cosiddetti “sequester”, che prevedono risparmi per 85 miliardi di dollari nei prossimi sette mesi.

Il Presidente attacca l’opposizione repubblicana: “Nulla di tutto questo è necessario – ha detto -. Succede a causa di una scelta che i Repubblicani al Congresso hanno fatto. Hanno acconsentito a questi tagli perché non hanno voluto coprire la minima perdita per ridurre il deficit”.

Secondo stime della Casa Bianca, l’austerità metterà a rischio 750.000 posti di lavoro. Alcuni cittadini si lamentano: “È assurdo che il Congresso e il Presidente non riescano ad accordarsi – dice una signora -. Succede così spesso, non è giusto nei confronti dei cittadini”. “Non è successo un po’ troppe volte durante la presidenza? Ho l’impressione che non si faccia nulla – dice un’altra donna -. Non so. È un po’ assurdo”.

Il Pentagono vede il proprio bilancio ridursi del 13 percento fino alla fine dell’esercizio fiscale a settembre. Ma vi saranno ripercussioni anche in altri campi, come quello dell’istruzione, della spesa sociale e della sanità. Il Fondo Monetario Internazionale ha già avvertito: i tagli potrebbero avere un impatto globale e provocare un rallentamento della crescita.

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