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Rapporto Ue suggerisce sanzioni contro le colonie, ma la fuga di notizie imbarazza Bruxelles

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Rapporto Ue suggerisce sanzioni contro le colonie, ma la fuga di notizie imbarazza Bruxelles

Rapporto Ue suggerisce sanzioni contro le colonie, ma la fuga di notizie imbarazza Bruxelles
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Per la prima volta l’Unione europea si spinge a sollecitare sanzioni per fermare la costruzione di colonie israeliane in territorio palestinese. Un’analisi proveniente dai diplomatici comunitari di stanza a Gerusalemme, che però non sarebbe dovuta essere di dominio pubblico.

Il portavoce della Commissione europea Michael Mann si è detto dispiaciuto della fuga di notizie di un documento interno e non ha voluto commentarne il contenuto.

La strategia di costruzione di insediamenti ebraici è descritta nel rapporto come sistematica, deliberata e provocatoria. Per combatterla, gli Stati membri dovrebbero scoraggiare gli investimenti con le compagnie israeliane che operano nel territorio delle colonie e bloccare l’import di prodotti provenienti da quelle zone.

A nome del ministero israeliano degli esteri, il portavoce Yigal Palmor ha replicato sostenendo che “il compito della diplomazia è avvicinare i popoli, costruire ponti, non provocare scontri, quindi in questo caso i diplomatici europei hanno drammaticamente fallito”.

Soddisfazione comprensibile presso la controparte palestinese, che ora auspica che le parole si trasformino in fatti.

“Riteniamo che questa volta l’Unione europea inizi a tenere in conto queste raccomandazioni, per cominciare a lavorare sulla base di regole europee comuni che riguardino l’origine dei prodotti esportati da Israele, insistendo anche sull’illegalità degli insediamenti”.

Non è chiaro quali saranno le conseguenze. Per ora, il documento sembra più che altro imbarazzare i vertici comunitari.