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Giappone, un falco della politica di stimolo alla guida di BoJ

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Giappone, un falco della politica di stimolo alla guida di BoJ

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La guerra delle valute lanciata dal Giappone continua e tra poco sarà la stessa Banca centrale del Paese a portarla avanti. Il primo ministro Shinzo Abe ha annunciato al Parlamento la nomina del nuovo governatore dell’istituto di credito centrale. Si chiama Haruhiko Kuroda l’uomo scelto per affrontare la deflazione, il calo dei prezzi che da anni attanaglia il Paese.

Attuale presidente dell’Asian Development Bank, il sessantottenne Kuroda è considerato un convinto sostenitore della politica di stimolo aggressiva. Una linea sostenuta dallo stesso Abe, che aveva già portato ad un netto ribasso dello yen.

Anche se, per alcuni analisti, non si tratta di vera svalutazione competitiva: “La debolezza dello yen vista – dice Brian Jackson di Coutts – è già stata abbastanza profonda e sono già stati anticipati cambiamenti di politica monetaria aggressivi da parte dei giapponesi. Per cui, semmai io mi aspetto di vedere un certo consolidamento e persino un’inversione di tendenza nel breve termine di alcune delle perdite dello yen”.

La notizia potrebbe non piacere agli esportatori, le cui merci, con la svalutazione della valuta, diventano più competitive all’estero. La mossa di Abe, che ha fissato l’obiettivo di inflazione al 2%, dovrebbe assicurare un’iniezione di liquidità nell’economia giapponese: Kuroda ha già fatto sapere di volere maggiori acquisti di titoli statali e di altre attività da parte della banca centrale.