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Pesca, è arrivato l'accordo sul divieto di rigetto in mare

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Pesca, è arrivato l'accordo sul divieto di rigetto in mare

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Un negoziato durato oltre 20 ore. Poi la fumata bianaca, i ministri europei riuniti a Bruxelles hanno deliberato la progressiva entrata in vigore del divieto di rigettare in mare il pesce non commercializzabile. Si comincia nel 2014 con il pesce pelagico, come ad esempio sgombri e sardine. Si tratta di un provvedimento che punta a tutelare la fauna marina che finisce spesso in grandi quantità, ma per errore, nelle reti dei pescherecci a causa dell’utilizzo di sistemi poco selettivi.

Maria Damanaki, Commissario europeo per gli Affari marittimi e la Pesca: “La Commissione rispetta questo accordo, il Consiglio ha fatto un passo avanti rispetto al generale impegno espresso in giugno, un cambiamento maggiore”

Lo stallo nelle trattative sull’entrata in vigore del divieto è stato particolarmente criticato dagli ambientalisti che denunciano l’impoverimento della fauna marina causato da questa pratica, visto che il rigetto in mare del pesce comprende qualsiasi categoria ittica considerata inadeguata alla commercializzazione, esemplari ad esempio troppo piccoli o semplicemente non desiderati.