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Negli Usa l'incubo 'sequester', per risparmiare si liberano gli immigrati detenuti

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Negli Usa l'incubo 'sequester', per risparmiare si liberano gli immigrati detenuti

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Gli Stati Uniti iniziano a risparmiare sulle carceri. Mentre Washington cerca di evitare il sequester, l’insieme dei tagli automatici alla spesa che dovrebbe scattare dal primo marzo, l’agenzia per l’immigrazione annuncia la liberazione di centinaia di detenuti dai centri in cui vengono reclusi gli immigrati in attesa di essere esplusi.

E Barack Obama torna a rivolgersi ai Repubblicani per evitare i tagli che definisce una mannaia per l’economia:

“Ci sono troppi repubblicani al Congresso, in questo momento, che rifiutano qualsiasi compromesso, nemmeno di fronte all’eliminazione delle scappatoie fiscali e delle spese inutili – ha detto il capo della Casa Bianca – Ricordate che nessuno chiede loro di aumentare i tassi di imposta sul reddito. Tutto quello che chiediamo riguarda le scappatoie fiscali e le deduzioni che solo pochi mesi fa, il Presidente della Camera, John Boehner, era disposto ad appoggiare”.

In una infuocata riunione a porte chiuse, Boenher ha esortato i rappresentanti del partito dell’Elefante a trovare un accordo, ma in pubblico è tornato all’attacco del Presidente: “Per sedici mesi, il capo dello Stato ha attraversato tutto il Paese tenendo comizi, invece di sedersi con i leader del Senato per cercare di dar vita ad un accordo sul disegno di legge”.

I tagli colpirebbero in particolar modo il Pentagono. 800.000 impiegati civili andrebbero in licenza non pagata.

“La nostra clientela è composta per il 60% da militari e da studenti delle scuole superiori – spiega Carla Palencia, manager di un fast food nei pressi di una base militare – Per noi sarà un disastro se taglieranno i fondi delle forze armate. Sarebbe un danno per l’attività”.

I Repubblicani accusano Obama di usare i militari come espediente per evitare il collasso. Il Presidente replica che l’opposizione rifiuta l’aumento delle tasse per i più ricchi.