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Come cambieranno la Chiesa le dimissioni di Benedetto XVI?

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Come cambieranno la Chiesa le dimissioni di Benedetto XVI?

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Come cambia la chiesa con le dimissioni del papa? Quale ne sarà l’impatto sul prossimo pontefice, sul futuro della comunità cattolica? Difficile interpretare eventi così contemporanei. Proviamo a farlo da una prospettiva storica, con Adriano Prosperi, professore emerito della scuola Normale superiore di Pisa ed esperto della storia del cattolicesimo.

Adriano Prosperi:
Il pontefice è un sovrano assoluto dotato di poteri che gli vengono da Dio e quando vi rinunzia non vi deve rinunziare di fronte ad alcuna autorità terrena. Per quanto riguarda l’effetto futuro del suo gesto naturalmente noi non siamo profeti. Si può dire che è un gesto forte, che ha l’evidente scopo di rafforzare il ruolo del pontefice, piuttosto che di indebolirlo.

Manuela Scarpellini, euronews:
C‘è chi interpreta queste dimissioni come espressione della crisi del papato, vista come istituzione anacronistica, sull’onda dei recenti scandali, un’istituzione che cerca una via per salvare se stessa, per rigenerarsi.

Prosperi:
La tesi che queste dimissioni nascano dagli scandali può essere anche corretta in una certa misura. Tuttavia non credo che questa sia la causa delle dimissioni. Credo piuttosto che questa vada ricercata nella scelta che si propone oggi alla Chiesa. Una scelta che si presentata in fondo con la proposta del cardinal Martini di usare lo strumento del concilio. La Chiesa che si organizza su livelli bassi, raccoglie le presenze tra i fedeli, si organizza secondo le chiese locali e dall’altra parte invece c‘è l’opzione di Ratzinger, come Pontefice, prima ancora come teologo e come personaggio eminente della curia romana, che va in direzione di un forte ruolo del potere centrale.

euronews:
Dimissioni a parte, qual è l’importanza storica di questo Papa?

Prosperi:
Il ruolo di questo personaggio è apparso fin dall’inizio quello di uno che doveva continuare sulla via della conservazione cauta, attenta, di un restauro del potere magisteriale del Papa e nello stesso tempo come anche di colui che doveva raddrizzare, riorientare una curia romana che davanti a un Papa protagonistico che lasciava dietro di sé i meccanismi quotidiani del governo della chiesa, del governo della curia, davanti a questo Papa si era un po’ avviata per i fatti suoi, si era fortemente connotata per i problemi e per gli scandali italiani. Non ci è riuscito, quello che è accaduto lo ha logorato. Il problema dei pedofili è stato un immenso problema mondiale a lui ben noto certamente. Le sue soluzioni sono apparse improvvisate e non hanno avuto successo. A questo punto, calandogli le energie e vedendo davanti a sé una direzione centrale che soprattutto con gli scandali finanziari recenti andava per conto suo, deve evidentemente aver deciso che era il momento di vibrare il colpo più forte.