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Cinema: i "3096 giorni" di Natascha Kampusch

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Cinema: i "3096 giorni" di Natascha Kampusch

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Era presente anche Natascha Kampusch alla prima cinematografica di “3096 giorni” il film presentato a Vienna sulla terribile vicenda della ragazza rapita nel 1998 e tenuta prigioniera per otto anni e mezzo. La pellicola ripercorre l’intera storia:dal momento in cui il folle Wolfgang Priklopil sequestrò la giovane, fino alla segregazione in una cella senza finestre e alla fuga della ragazza nel 2006.

L’attrice britannica Antonia Campbell-Hughes, scelta per il ruolo di Natascha, parla del suo ruolo e dell’istinto di sopravvivenza che nasce in circostanze estreme:

“Mi sembra che il film sia riuscito a mostrare molto bene quello che voleva spiegare, cioè il coraggio di una persona e la capacità di resistere nelle situazioni più difficili. Si intuiscono però anche le incomprensioni in un rapporto, che la gente non necessariamente capisce”.

Durante la prigionia, Natascha Kampusch scrisse un diario su pezzi di carta trovati nella cella, che conservò in una scatola. Annotò con precisione tutte le torture e le violenze subite, comprese le privazioni di cibo.

L’attore danese Thure Lindhart è Wolfgang Priklopil, che nel 2006 si suicidò gettandosi sotto un treno poco dopo la fuga della ragazza:
“Mi sono chiesto molte volte perché si dovesse raccontare questa storia e trasformarla in un film. Poi ho letto il libro e ho capito immediatamente che si trattava di una storia di sopravvivenza e della capacità di resistere a otto anni infernali”.

Nonostante le indagini condotte, però, il fatto di cronaca non giunse mai a svolte clamorose, come la presenza di un complice durante il sequestro.
Diretto dalla regista Sherry Hormann, “3096 giorni” è nei cinema austriaci e tedeschi dal 28 febbraio.