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Titoli di debito italiani, rendimenti in forte rialzo dopo il voto

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Titoli di debito italiani, rendimenti in forte rialzo dopo il voto

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E’ davvero una settimana di fuoco per il debito pubblico italiano. Il caso ha voluto infatti che la tornata elettorale cadesse a ridosso di una cruciale tre giorni per l’emissione di titoli di Stato. Quando, cioè, il Paese va sul mercato per rifinanziarsi.

Già lunedì, ad urne ancora aperte, le aste dei titoli biennali avevano lasciato intravedere una certa diffidenza degli investitori. Ma è martedì che, confermata la situazione di ingovernabilità con il Senato senza maggioranza, il rischio – e quindi i rendimenti – sono schizzati verso i livelli della crisi del 2011.

“Ogni indicatore dello clima sui mercati italiani si sta impennando”, racconta Gavin Jones di Reuters. “Il costo di assicurare il debito italiano contro il fallimento è anch’esso salito e non solo in Italia, perché ovviamente tutto questo si sta diffondendo all’estero e le borse sono in perdita in tutto Europa a causa delle elezioni italiane”.

Nell’asta di martedì mattina il Tesoro italiano è riuscito comunque a collocare tutti gli 8 miliardi e 750 milioni di euro di titoli semestrali. Discreta la domanda, con il tasso di copertura all’1,44%. Ma contrarre questi nuovi debiti è costato caro al Paese: il tasso di rifinanziamento è infatti salito di 50 punti base rispetto all’ultima asta di fine gennaio. E mercoledì andrà in scena l’ultima asta, quella dei titoli di Stato con scadenza decennale.