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Striscia di Gaza: razzo su Israele per la morte del detenuto palestinese

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Striscia di Gaza: razzo su Israele per la morte del detenuto palestinese

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Un razzo punitivo, il primo da dicembre, lanciato dalla Striscia di Gaza contro Israele ritenuta responsabile della morte del detenuto Arafat Jaradat. L’attacco alla città israeliana di Ashqelon è stato rivendicato dai Martiri di al-Aqsa, costola armata di al-Fatah di Mahmoud Abbas in cui militava Jaradat.

“Questo razzo ci ha colto totalmente alla sprovvista”, racconta un residente che descrive una situazione tranquilla fino a quel momento. “Dall’operazione Pilastro di difesa fino ad oggi, non c‘è stato nessun attacco del genere in questa zona.”

Rabbia e tensioni sono salite dopo la morte due giorni fa dell’attivista palestinese in una cella israeliana. La Palestina imputa il decesso di Jaradat alle torture subite in prigione.

“Se i prigionieri non fossero ancora in stato di detenzione, non ci sarebbe alcuna protesta”- ha dichiarato Mahmoud Abbas, il presidente dell’Autorità nazionale palestinese (Anp). “Nessun attacco ci sarebbe contro i coloni se smettessero di andare nei villaggi a bruciare i raccolti e a uccidere la persone.”

Il tema dei prigionieri è il nervo scoperto delle famiglie palestinesi. Le indagini sulla morte dell’attivista proseguono, Israele respinge le accuse nonostante i familiari di Jaradat abbiano denunciato tumefazioni sul suo volto.