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L'Ue fa pressione per le riforme in Ucraina

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L'Ue fa pressione per le riforme in Ucraina

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La conditio sine qua non per l’accordo di partenariato tra Unione Europea e Ucraina è un progresso concreto sul piano delle riforme e del rispetto dello stato di diritto.

Al XVI vertice bilaterale Bruxelles-Kiev, il Presidente del Consiglio Europeo Van Rompuy e il Presidente della Commissione Barroso hanno insistito con il capo dello Stato Yanukovich sulla necessità di stringere i tempi.

Il vertice è stato scandito da una manifestazione dell’opposizione che aumenta la pressione affinchè il governo realizzi le riforme.

“La blasfemia dell’attuale regime consiste nel fatto che cerca credibilità all’estero ma non è disposto a fermare la repressione in Ukraina. L’Europa ci aspetta ma per un’Ukraina libera dalla repressione ci vuole uno Stato democratico e indipendente” ha detto il leader d’opposizione Oleksandr Turchynov.

Uno dei principali ostacoli per la democratizzazione del Paese è l’attuale mancanza di strumenti concreti per la lotta alla corruzione, vera piaga nazionale.

“Per gli inquirenti ucraini è impossibile intaccare la fascia più elevata della corruzione. Per dimostrare che hanno un minimo di potere possono colpire solo quanti non hanno modo di proteggersi” spiega Oleksandr Banchuk, del Center for political and judicial reforms.

L’accordo di partenariato tra Unione Europea e Kiev è definito sin dal 2011 ma non è ancora stato firmato perché Bruxelles attende segnali concreti, con un occhio particolarmente attendo al caso dell’ex leader Yulia Timochenko.