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Giappone-Australia: guerra in alto mare per le balene

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Giappone-Australia: guerra in alto mare per le balene

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Scambio di accuse in alto mare fra ambientalisti australiani e baleniere giapponesi.

Domenica nell’Oceano Antartico, l’ultimo episodio della guerra diplomatica, che oppone Canberra e Tokyo.

All’Agenzia della pesca nipponica, che parla di tentato arrembaggio di una delle sue imbarcazioni durante le operazioni di rifornimento, gli attivisti replicano, lanciando un appello al proprio governo.

“Tokyo si fa beffe della Corte Federale australiana, che ha proibito questo tipo di caccia, in un vero e proprio santuario per le balene come l’Antartico – dice il direttore australiano di Sea Shepherd, Bob Brown -. Il problema è che il governo di Julia Gillard non si adopera a sufficienza, perché la sentenza della corte venga applicata e si ponga fine a questo massacro illegale, messo in atto dai giapponesi”.

Affidata la sua versione dei fatti al fondatore Bob Barker, Sea Shepherd sostiene che i pescherecci giapponesi abbiano tentato di affondare la loro imbarcazione come una volta già accaduto nel duemiladieci.

Gli attivisti australiani non cessano da allora di rimproverare a Tokyo di abusare della deroga per la pesca a fini scientifici ottenuta dalla Comissione Baleniera Internazionale, sfruttandola invece per fini alimentari.