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Cuba tra socialismo, riforme e speranza per l'impresa privata

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Cuba tra socialismo, riforme e speranza per l'impresa privata

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Nella soleggiata e sonnolenta Cuba, qualcosa si muove. “Voglio difendere il socialismo e non distruggerlo”, ha detto Raul Castro al momento della sua rielezione a presidente per un secondo mandato. Eppure, tra un mojito e l’altro, sono in tanti a sperare che, da qui al 2018 – anno del ritiro annunciato – qualcosa cambi.

Tra questi c‘è il cinquantenne William Arias: “Spero che l’attività del mio ristorante vada bene e che un giorno diventi una catena. Aprirò catene di negozi in tutto il mondo nei prossimi cinque anni. Anche se attualmente non è permesso aprire catene di negozi a Cuba, sono molto fiducioso per il futuro”.

Sono tanti i piccoli imprenditori che, sin dal 2006 – anno in cui Raul Castro ha sostituito Fidél – hanno beneficiato delle riforme economiche del nuovo presidente.

Da allora l’isola ha visto importanti novità come la legalizzazione del mercato immobiliare e meno restrizioni sui viaggi all’estero. E ora sogna maggiori opportunità per l’impresa privata.