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Oscar: l'ottantacinquesima notte, senza risultati certi

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Oscar: l'ottantacinquesima notte, senza risultati certi

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Per l’ottantacinquesima volta mezzo mondo si appresta a mettersi, volente o nolente, di fronte al teleschermo per la serata degli Oscar: un’edizione nella quale, per una volta, non c‘è un chiaro vincitore.

La frenetica attività dei bookmaker e i desiderata degli appassionati un vantaggio lo attribuiscono comunque, e questo va ad Argo, il film di Ben Affleck che racconta la crisi degli ostaggi americani in Iran durante la rivoluzione khomeinista. Ha già vinto i vari premi civetta, che a volte si rivelano significativi per un pronostico.

Ma tra i favoriti viene soprattutto menzionato Lincoln, di Steven Spielberg. Interpretato, il presidente che abolì lo schiavismo, da Daniel Day-Lewis, e per lui viene data praticamente acquisita la vittoria tra gli attori protagonisti.

Per il miglior film, oltre che come miglior film straniero, è in corsa anche Amour, di Michael Hanecke, che vedete mentre riceve il premio Spirit attribuito dagli operatori indipendenti.

Particolarmente spinto dai francesi, che l’anno co-prodotto, Amour ha però rivali di peso tra i film stranieri, e sono in molti a pensare che la possa spuntare il danese “Una storia reale”. Non ci sono film italiani: “Cesare deve morire”, dei fratelli Taviani, non ha ottenuto alcuna nomination.

Stra-nominato, invece, “The twilight saga – breaking dawn”, atto secondo. Ma non tra gli Oscar: il film è il candidato favorito per il Razzie, il premio alternativo al peggio del cinema mondiale.