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Londra-Miami, polemica trans-oceanica per il Banksy "rubato"

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Londra-Miami, polemica trans-oceanica per il Banksy "rubato"

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“Ridateci il nostro Banksy”, chiedevano a Londra alcuni manifestanti scandalizzati dalla scomparsa di un graffito da un muro del quartiere. E se di solito gli amministratori locali detestano i graffitari, questa volta c’erano anche loro a gridare: “ridateci il nostro Banksy”. Perché l’opera del graffitaro più noto al mondo è ricomparsa in una casa d’aste di Miami, pronta ad essere battuta a cifre da capogiro, fino a mezzo milione di euro.

“Questi per noi qui nel quartiere, ma anche altrove a Londra e nel Paese, non sono graffiti, questa è street art, arte di strada: e secondo noi si pone la questione della titolarità dei diritti sull’arte di strada. È la comunità ad esserne proprietaria, ed è per questo che siamo qui oggi”.

L’asta si è svolta nelle scorse ore, ma senza il pezzo incriminato: all’ultimo momento, la casa d’aste lo ha ritirato, pur garantendo la legittimità dell’acquisizione. Banksy ha rifiutato di commentare, e il mistero resta: il graffito è stato rubato? Ma si può dire “rubato”, per un graffito? E come distinguere tra proprietà intellettuale e proprietà del supporto? E se a venderlo fosse stato proprio l’artista, o il proprietario del muro?