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Siria: euronews tra le macerie di Jabal Bedro "Assad uccide i nostri fratelli"

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Siria: euronews tra le macerie di Jabal Bedro "Assad uccide i nostri fratelli"

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Nel quartiere di Jabal Bedro, ad Aleppo, si rimuovono le macerie a mani nude.

Tre giorni fa, un missile Scud lanciato dalla forze fedeli a Bashar al Assad, ha distrutto questa palazzina. Oltre 50 le vittime accertate, ma si scava ancora sotto la montagna di calcinacci.

Tra i residenti è forte la rabbia contro il presidente: “Assad ci colpisce come se fossimo israeliani – dice un bambino che tiene in mano una copia del Corano – Ha ucciso i nostri fratelli, solo nella mia famiglia ci sono 50 martiri”.

Tra le rovine emergono i ricordi, le storie, i resti delle vite distrutte. La metà delle vittime erano bambini. Molti di loro dormivano quando alle 21.30 il missile ha colpito le loro case.

Qualcuno cerca di ripulire quel che resta delle abitazioni, almeno per mantere un po’ di dignità.

Altri portano in salvo gli oggetti scampati alla ditruzione su mezzi di fortuna.

Mancano i generi di prima necessità e ci si aiuta per distrubuire un po’ di pane e cercare di ritornare alla normalità. E tra le macerie emerge il dolore di chi ha perso tutto: “Questa è la casa dei miei genitori – dice Abu Ahmed, un sopravvissuto – Mia madre e le mie belle sorelle sono morte”.

I primi soccoritori ricordano i momenti successivi all’esplosione, lo strazio dei feriti, la solidarietà degli altri residenti.

“Dopo aver sentito l’enorme esplosione, siamo corsi fuori per andare a vedere – ricorda Abu Ali, un residente – C’erano cadaveri ovunque e si sentivano grida disperate gridare da tutte le parti e non c’era modo di aiutare i sopravvissuti”.

In questa desolazione sopravvive solo la speranza di ricostruire la propria vita, quando terminerà questa lunga guerra.

“La vicinanza all’aeroporto mette paura agli abitanti di Jabal Bedro – conclude il giornalista Pablo Herrera – Temono che questo sia solo l’inizio di una battaglia ancora più sanguinosa”.