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L'ombra dell'ingovernabilità in Italia sulle piazze finanziarie mondiali

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L'ombra dell'ingovernabilità in Italia sulle piazze finanziarie mondiali

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Nonostante la calma apparente, a Piazza Affari lo sanno: gli occhi dei mercati mondiali sono puntati sull’Italia.

Metabolizzato un possibile ritorno al potere di Silvio Berlusconi, con lo spread già risalito sopra la cosiddetta “quota Monti”, i listini finanziari temono ora un risultato dell’urna incapace di esprimere una maggioranza stabile.

I titoli di Stato sono già in fibrillazione e gli investitori ripongono le proprie speranze in un Centrosinistra – avanti nei sondaggi di 4-5 punti percentuali – in grado di controllare il Senato grazie ad un’alleanza con i centristi.

Anche in quel caso le difficoltà per il futuro inquilino di Palazzo Chigi sarebbero solo all’inizio: l’economia italiana si è contratta per 6 trimestri consecutivi e le politiche di austerity per superare la crisi del debito hanno peggiorato un quadro già di per sè precario.

Burocrazia soffocante, tasse sulle aziende a livelli insostenibili, un sistema giudiziario considerato poco efficiente: i dossier sul tavolo del prossimo governo sono davvero tanti.

Basti un dato per far comprendere la diffidenza delle aziende straniere: l’Italia è agli ultimi posti nelle classifiche sui luoghi migliori dove fare impresa. Un dato che già si riflette sugli investimenti stranieri nel Bel Paese, la metà di quelli in Francia e addirittura un quarto di quelli in Gran Bretagna.