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Usa. Guerra ai pirati informatici dopo rapporto che accusa Cina

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Usa. Guerra ai pirati informatici dopo rapporto che accusa Cina

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Gli Stati Uniti passano al contrattacco nella guerra informatica con la Cina.

All’indomani della pubblicazione del rapporto che mette in evidenza il ruolo dell’esercito cinese nell’ondata di cyber-attacchi subiti dagli Usa negli ultimi anni, la Casa Bianca prepara una strategia di difesa più aggressiva.

“Il crimine ha progredito di pari passo con il progredire delle tecnologie. Il nostro bisogno di tenere il passo difronte a questi cambiamenti resta prioritario e la posta in gioco non è mai stata tanto alta. In alcuni settori un singolo segreto industriale può valere milioni, persino miliardi di dollari”.

Nè dalla bocca dell’Attorney General Eric Holder nè da quella di alcun alto funzionario americano è uscito un riferimento esplicito alla Cina, che ha rispedito al mittente ogni accusa. Il rischio di una crisi diplomatica è elevato e Washinton vuole evitarlo. Ma gli esperti insistono:

“Non c‘è agenzia che stia analizzando questa questione che non giunga alle medesime conclusioni. E credo che Mandiant non sia nemmeno stata la prima a scrivere un rapporto del genere e non sarà certo l’ultima” ha detto Kevin Mandia, fondatore di Mandiant.

Secondo l’agenzia statunitense specializzata in sicurezza informatica, l’esercito cinese finanzia una squadra di hacker professonisti. Negli ultimi anni oltre l’80% degli attacchi informatici ha colpito aziende e interessi statunitensi.