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Regista palestinese corre per l'Oscar, ma rischia l'espulsione dagli USA


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Regista palestinese corre per l'Oscar, ma rischia l'espulsione dagli USA

Emad Burnat, regista palestinese di «Cinque telecamere rotte», è stato fermato nell’aeroporto di Los Angeles dai funzionari dell’immigrazione americana.

A darne notizia un tweet di Michael Moore. Con il documentario sulla vita di un villaggio palestinese, Burnat corre per l’Oscar. Il regista aveva inviato un sms proprio a Moore per chiedergli aiuto.

“Hanno minacciato di rispedirmi a casa. È molto importante per me essere qui alla cerimonia degli oscar. È un giorno storico per la Palestina. Essere qui e parlare del film”, dice il regista.

E dire che Burnat è sposato con una americana. Dopo circa un’ora e mezza di attesa è stato rilasciato e gli è stato consentito di restare a Los Angeles per una settimana.

Michael Moore ci scherza su: “Credo sia stato un malinteso, Il funzionario della dogana avrà pensato. Certo come no, sei un contadino, sei palestinese e sei nominato per l’Oscar. E io sono nominato per il Nobel”.

Cinque telecamere rotte realizzato assieme al regista israeliano Guy Davidi, descrive dal vero la vita dei palestinesi di Bilin, in Cisgiordania, e delle battaglie ingaggiate con i militari israeliani per la proprietà della terra.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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