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In Bulgaria il governo "scivola" sulle bollette


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In Bulgaria il governo "scivola" sulle bollette

È crisi di governo in Bulgaria. È il risultato delle dimissioni del premier conservatore Boyko Borisov che ha dovuto gettare la spugna dopo le proteste di piazza causate da un aumento indiscriminato delle bollette elettriche ch avevano portato a scontri con la polizia.
Borisov aveva negato ogni possibilità di ritirarsi, ma poi ha dovuto ammettere di non potere fare altrimenti: “Ogni goccia di sangue è una macchia indelebile e non possiamo militarizzare il parlamento”.

Le elezioni, previste per luglio, ora, potrebbero essere anticipate ad aprile.
Ovvia la soddisfazione dell’opposizione socialista che ha sempre chiesto le dimissioni dell’esecutivo conservatore: “Le elezioni anticipate sono necessarie in un paese in cui l’economia è stata demolita, dove la gente è in miseria, non riesce nemmeno a pagare le bollette della luce del riscaldamento, non riesce ad avere una vita degna”.

La Bulgaria è uno dei paesi più poveri dell’Unione Europea. A gestire la distribuzione elettrica sono tre aziende straniere accusate di aver fatto un cartello dei prezzi. L’esecutivo aveva promesso di sanzionare questo comportamento, ma la protesta popolare è stata più forte in una nazione in cui la corruzione è molto elevata.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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