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Mosca indaga sulla morte negli Usa di un bimbo russo adottato

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Mosca indaga sulla morte negli Usa di un bimbo russo adottato

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Mosca chiede spiegazioni a Washington per la morte in Texas di un bimbo russo di tre anni, adottato da genitori statunitensi.

Allo studio della Duma, che ha osservato un minuto di silenzio, un rapporto che attesta i maltrattamenti subiti da Maxim per mano della madre adottiva, che lo avrebbe persino drogato.
Un rapporto per ora senza conferme dalla controparte.

“Purtroppo, la morte di questo bambino non è stata presa come una tragedia da parte del Congresso degli Stati Uniti, dai senatori”, afferma Olga Batalina, vice presidente della Commissione della Duma per la famiglia, le donne e i bambini, “Probabilmente non è una tragedia per nessuno negli Stati Uniti. Noi, come membri della duma, dovremmo analizzare la cosa con calma”.

Questi due bimbi sono tra gli ultimi adottati da cittadini statunitensi. Da gennaio, una legge lo vieta: troppe le violenze che non possiamo verificare, accusa Mosca.

Ma per molti è una ritorsione per la cosiddetta Lista Magnitsky, che bandisce dagli Stati Uniti alcuni funzionari russi accusati di violazione dei diritti umani e altri reati.