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Pakistan: protesta sciita "non seppelliremo i nostri morti"

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Pakistan: protesta sciita "non seppelliremo i nostri morti"

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La comunità sciita di Quetta non seppellirà le vittime della strage di sabato, fino a quando il governo pakistano non arresterà gli attentatori.

Più di 4.000 donne sono scese in strada, nella provincia sud orientale del Baluchistan, accusando l’esercito di lassismo, dopo l’attacco da parte di un gruppo radicale sunnita che ha provocato circa 90 morti.

“Nessuno è al sicuro qui, nemmeno le donne e i bambini – dice Rizwana, sorella di una delle vittime – Qual è la nostra colpa? Che cosa abbiamo fatto di male? Vogliamo solo la pace. L’esercito dovrebbe venire qui ed avviare una task force contro i terroristi”.

I familiari delle vittime hanno dato un ultimatum di 48 ore per arrestare gli attentatori entrati in azione con un’autobomba, in un affollato mercato frequentato da sciiti.

Anche a Karachi la minoranza religiosa, considerata eretica dai sunniti, ha organizzato un sit-in per richiamare l’attenzione sulla carenza di sicurezza. Circa un mese fa, in tre attentati terroristici avevano perso la vita oltre 100 persone, in maggioranza membri dalla comunità sciita.