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La crisi fa calare l'appetito per la tecnologia bellica

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La crisi fa calare l'appetito per la tecnologia bellica

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In tempi di crisi, anche la guerra smette di essere un buon affare. Per la prima volta dal 1994, la vendita di armamenti e tecnologia bellica ha subito un calo.

Secondo lo Stockholm International Peace Research Institute, le misure di austerità hanno costretto diversi governi a tagliare le spese militari.

Nel 2011, i primi cento produttori di armi al mondo, esclusi quelli cinesi che non hanno fornito i dati, hanno visto il loro giro di affari ridursi del 5% a quota 307 miliardi di euro. Esclusa la Cina, appunto, le imprese statunitensi coprono il 60% del mercato globale, quelle europee il 30 per cento.

La notizia di questa inappetenza per caccia e carri armati avrà forse guastato lo spettacolo offerto domenica in occasione dell’apertura di una delle principali fiere al mondo dedicate alla tecnologia militare, la International Defense Exhibition and Conference di Abu Dhabi, negli Emirati arabi uniti. Della crisi non hanno risentito le spese militari in Medio Oriente, dove anzi nel 2011 sono addirittura aumentate.