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Parte il G20 di Mosca, sul tavolo la guerra delle valute

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Parte il G20 di Mosca, sul tavolo la guerra delle valute

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E’ il primo giorno del G20 e a Mosca va in scena il vertice dei ministri delle finanze e dei governatori delle banche dei Paesi che valgono il 90% del Pil mondiale.

Ufficialmente sono arrivati per discutere della crisi. Ma lo spettro che aleggia nei corridoi dell’hotel Ritz è un altro, si chiama “guerra delle valute”. A cominciare è stato il Giappone, con l’allentamento della sua politica monetaria e la decisione di indebolire lo yen per aiutare le esportazioni.

Posizione difesa dal governatore Shirakawa: “Credo – dice – che le politiche di ogni Paese mirate a stabilizzare la propria economia porteranno alla stabilità dell’economia globale nel suo complesso”.

A gettare acqua sul fuoco ci pensa il presidente della Bce Draghi: la forza acquisita dall’euro negli ultimi tempi? E’ in linea con le medie di lungo termine, e non c‘è alcuna guerra”: “Tutto questo chiacchierio intrapreso nelle ultime settimane sui tassi di cambio è inopportuno o inutile. E in ogni caso è controproducente”.

A lanciare l’allarme era stato Francois Hollande nel chiedere, anche per l’Europa, una politica di cambio. Ipotesi subito rifiutata dalla Germania. Il successivo G7 ha condannato l’approccio ma senza isolare il Giappone. A quello ci avrebbe dovuto pensare proprio il G20. Ma la posizione di Paesi come gli Stati Uniti, anch’essi impegnati in politiche simili, fanno prevedere una dichiarazione finale piuttosto annacquata.