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Maria Grazia Cucinotta: "Sogno un'Italia meritocratica"

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Maria Grazia Cucinotta: "Sogno un'Italia meritocratica"

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L’Italia di Maria Grazia Cucinotta, mamma, attrice e produttrice. Per raccontare i cambiamenti del Paese che a fine febbraio va alle elezioni abbiamo incontrato a Roma l’indimenticabile protagonista de “Il Postino”, che nel 1996 fu candidato a 5 statuette e che portò a casa quella per la colonna sonora.

Fu la consacrazione definitiva per la Cucinotta, che poi partecipò anche a serie televisive americane e a numerosi altri film, tra cui un capitolo della saga di James Bond.

Oggi la sua carriera è principalmente orientata alle produzioni cinematografiche internazionali, e in primavera uscirà il suo film “C‘è sempre un perché”.

Eri Garuti, euronews:
Maria Grazia Cucinotta, nome noto a livello internazionale, che spesso ha rappresentato la tipica bellezza italiana nel mondo. Ma lei quando ha sentito di identificarsi particolarmente con il Paese?

Maria Grazia Cucinotta:
La prima volta che ho capito l’importanza a la responsabilità che comporta la nazionalità è stato quando sono andata agli Oscar per “Il Postino”. Lì mi sono sentita per la prima volta non solo fiera di essere italiana, ma fortunata di essere italiana, perché ho capito che il mondo ama l’Italia, le donne italiane, tutto quello che rappresenta il made in Italy, la cultura, la poesia. Era tutto racchiuso nella mia immagine.

euronews:
Ma c‘è qualcosa che la imbarazza o la rattrista di questo Paese?

Maria Grazia Cucinotta:
Mi imbarazza il fatto che gli italiani non sappiano promuovere sé stessi, quindi quando vai all’estero senti parlare male dell’Italia, perché negli ultimi 15-16 anni sui giornali si è parlato solo male dell’Italia. Per colpire un uomo sono stati colpiti tutti gli altri 60 milioni di italiani, che non hanno colpa. Sono loro gli italiani di cui dobbiamo essere fieri, perché ogni mattina si alzano, vanno a lavorare e con tanti sacrifici portano avanti il nome dell’Italia e il made in Italy.

euronews:
Parliamo delle differenze nelle modalità produttive o di lavoro tra Italia e Stati Uniti, visto che Lei ha vissuto negli Stati Uniti per 8 anni e vi ha prodotto film.

Maria Grazia Cucinotta:
È completamente diverso. Lì sai che chi ce l’ha fatta se lo merita e questa è una cosa bellissima. Lo sogniamo tutti. Tutti noi cresciamo sperando di essere premiati per quello che valiamo, per quello che sappiamo fare e poi restiamo delusi quando vediamo che è il contrario. Secondo me, l’Italia dovrebbe diventare molto più meritocratica e soprattutto imparare a lavorare in gruppo.

euronews:
Facciamo un passo indietro. Lei ha iniziato come “miss”, come modella, quindi conosce molto bene il mondo della moda. Lei pensa che la moda possa avere ancora un ruolo per il rilancio dell’immagine e dell’economia del Paese?

Maria Grazia Cucinotta:
La moda è la protagonista assoluta. Noi nel mondo siamo conosciuti per il made in Italy, per tutto quello che rappresenta il fashion e il made in Italy.

euronews:
E il cinema che ruolo può avere?

Maria Grazia Cucinotta:
Il cinema ha avuto un grande ruolo in passato. I Maestri italiani sono stati Maestri di tutto il cinema mondiale. Purtroppo noi paghiamo il fatto di non essere distribuiti. La vera pecca è la distribuzione. Una volta i film venivano distribuiti in tutto il mondo e portavano le nostre star in giro per il mondo. Oggi questo accade raramente. Io sono stata fortunata, perché il mio film “Il Postino” è andato in giro per il mondo e mi ha reso famosa in tutto il mondo, ma per la maggior parte gli altri film italiani, anche se sono belli, non hanno distribuzione estera e questo comporta un danno, non soltanto a noi come attori, ma anche a livello di cultura, perché far girare film italiani non significa solo far girare un film, significa far girare il proprio territorio, invitare la gente a visitare i luoghi dove è stato girato il film, incrementare il turismo, significa dare vita alla cultura, fare appassionare le persone a quello che è l’Italia anche dal punto di vista della cultura.

euronews:
Lei è sposata, ha una figlia, sappiamo che la famiglia è molto importante per Lei. Ma la famiglia, secondo Lei, è solo quella tradizionale oppure è favorevole anche al matrimonio e all’adozione da parte delle coppie omosessuali?

Maria Grazia Cucinotta:
Io sono da 12 o 15 anni madrina di tutti i movimenti contro l’omofobia, perché credo che la libertà di scegliere chi amare, quando l’amore è vero, sia la base dell’essere vivente. Quando una coppia gay, una coppia che si ama, decide di adottare un bambino e di dare amore a un bambino, sono superfavorevole.

euronews:
Secondo Lei, in termini di diritti civili e di lotta alle discriminazioni in Italia siamo a buon punto o c‘è ancora molta strada da fare?

Maria Grazia Cucinotta:
C‘è tanta strada da fare. Tante cose sono state fatte, però il pregiudizio prevale sempre sull’intelligenza. Dobbiamo portare via questa nebbia e far capire alle persone che ognuno ha diritto di vivere come vuole, se non fa male agli altri. Quando due persone adulte si scelgono e decidono di vivere insieme, queste due persone devono essere libere di poterlo fare e di amarsi.

euronews:
Facendo riferimento a un film da Lei prodotto nel 2005, “The Invisible Children”, in cui si raccontavano 7 storie di bambini vittime di ingiustizie, di sofferenze in varie parti del mondo, difendere i diritti dei bambini vuol dire anche difendere il futuro.

Maria Grazia Cucinotta:
Difendere i diritti dei bambini deve essere la base della vita di tutti noi, perché l’infanzia è uno momenti più belli della nostra vita. Il bambino non deve avere problemi, deve solo sorridere, sognare e costruire le basi per la propria vita, quindi non lo devi difendere soltanto per il futuro, lo devi difendere perché è l’essere vivente che sta costruendo le basi e se quelle basi cominciano ad avere delle crepe, viene fuori una persona che avrà sempre problemi.

euronews:
Chiudiamo chiedendole un auspicio e anche qual è il suo più grande desiderio per il futuro.

Maria Grazia Cucinotta:
Per il futuro vorrei una bacchetta magica per poter cambiare tutte le cose brutte del mondo. Però se ci uniamo tutti, secondo me questa bacchetta magica prima o poi appare.

euronews:
Lei ne è convinta?

Maria Grazia Cucinotta:
Io ne sono pienamente convinta. Se mi guardo alle spalle, soprattutto quando ritorno a casa (perché mia madre vive nella stessa casa dove siamo nati e cresciuti, non ha mai voluto cambiare casa) quando mi affaccio dalla finestra di casa mia, in Sicilia, e vedo da dove sono partita e dove sono arrivata, io mi sento la persona più felice e fortunata del mondo e non me lo dimentico mai. Ogni giorno della mia vita io mi guardo intorno e dico: ‘Non ho sognato?’.