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L'eurozona sprofonda nella recessione a fine 2012

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L'eurozona sprofonda nella recessione a fine 2012

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Nonostante segnali positivi per il futuro, l’eurozona deve anche fare conti con il proprio passato, e il verdetto del 2012 è stato inequivocabile: recessione.

Secondo gli ultimi dati Eurostat l’economia si è contratta, negli ultimi tre mesi dell’anno, dello 0,6%. Una contrazione che non è soltanto la peggiore dall’inizio del 2009, ma chiude un’annata in cui, complessivamente, l’area euro non ha visto neanche uno spiraglio di crescita.

Leggermente più ottimistiche, invece, le previsioni per quest’anno. A spiegarlo è Peter Dixon, analista di Commerzbank: “Ancora una volta un dato negativo per il quarto trimestre nell’eurozona. Ma – sostiene – andando avanti penso che vedremo segnali di stabilizzazione nella prima metà del 2013. Intendiamoci: non prevedo grandi numeri di crescita. Forse piatti o lievemente negativi nel primo trimestre e, spero, leggermente positivi nel secondo”.

A contribuire al tracollo sono state le principali economie europee. La Germania, innanzitutto, il cui calo delle esportazioni ha portato a una flessione dello 0,6%. Il -0,9% del Pil italiano, ormai in contrazione da 6 trimestri consecutivi. E infine la Francia che, con il -0,3%, ha già annunciato la revisione delle stime per l’anno prossimo.

Tra l’eurozona e la ripresa c‘è, poi, un nuovo ostacolo: l’eccessiva forza dell’euro che rende meno competitive le merci all’estero. A questo si aggiunga la politica di svalutazione delle monete intrapresa da Paesi come il Giappone e gli Stati Uniti e diventa facile capire quale sarà il principale terreno di scontro al prossimo G20 di Mosca.