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Oggi anche la protesi è design

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Oggi anche la protesi è design

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Finora, alle persone amputate, sono state offerte protesi tutte ugiali, funzionali, ma non particolarmente attraenti. Questi tempi sembrano finiti con l’arrivo di dispositivi medici che guardano anche all’estetica.

Il designer Scott Summit crea protesi per arti inferiori personalizzate, grazie alla nuova tecnologia dalla stampa tridimensionali:

“Per me le protesi dovrebbero assomigliare a sculture e mi è sempre sembrato strano che nessuno avesse la stessa idea. Sono gli ingegneri a farle, si focalizzano sull’aspetto utilitaristico. La funzione meccanica è svolta alla perfezione, ma si dimentica la variante umana. Il design colma questa lacuna. La protesi deve diventare un accessorio che si indossa la mattina, non vedendo l’ora di sfoggiarlo.”

Il moncherino del paziente viene digitalizzato per ricreare la parte mancante dell’arto. La protesi può essere personalizzata, con l’uso di diversi materiali, cromo, plastica o anche pelle stampata. Previsti anche i tatuaggi.

Una volta terminato il progetto al computer, la parola passa alla stampante 3d, che lavora sovrapponendo strati sottili, fino al completamento del pezzo.

Ex concorrente di un reality show, Chad Crittenden è stato reclutato per consigliare la società:

“Inizialmente sono rimasto stupito da quello che fanno qui. Anche se la mia vecchia protesi funziona bene, mi sono buttato in questa avventura perché speravo di ritrovare un buon aspetto, o comunque migliore di quello attuale e questo per me era l’obiettivo principale. Devo dire che, non appena ho provato il nuovo arto, ho avvertito una sensazione particolare, mi sono sentito in gran forma, come se si fosse riacceso un interuttore”.

L’obiettivo a lungo termine della società è ora quello di abbassare i costi di produzione, per poter commercializzare il procedimento anche nei paesi in via di sviluppo.