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La Romania nega ogni accusa sulla carne di cavallo

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La Romania nega ogni accusa sulla carne di cavallo

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Nessuna responsabilità. La Romania si difende e respinge ogni accusa dopo lo scandalo delle vendite di carne di cavallo spacciata come carne di manzo.
Il governo ha dichiarato di aver fatto tutte le verifiche del caso. Queste hanno appurato che da parte di Bucarest non vi è stata alcuna violazione delle regole e degli standard comunitari.

“Ogni europeo è interessato a quello che mangia e a sapere che cosa mangia” ha dichiarato il primo ministro Victor Ponta. “L’anno scorso abbiamo avuto perdite fino al 30% nel settore agricolo per la siccità. Quest’anno dobbiamo rimetterci in carreggiata. Ma se non affrontiamo il problema della credibilità, potremmo renderci conto che quanto sta accadendo causa danni più gravi della siccità”.

Le tracce dei diversi passaggi portano ai macelli rumeni. I produttori locali, però, negano qualsiasi truffa nell’etichettatura della loro carne equina.
Carmolimp, una delle aziende del paese coinvolte nello scandalo, ha smentito irregolarità.

“Nel 2012” – dice Paul Soneriu, amministratore delegato di Carmolimp – “la nostra azienda ha esportato per tre volte carne di cavallo nei Paesi Bassi, utilizzando tre camion, per un totale di 60 tonnellate di carne, che è stata venduta come carne di cavallo a un prezzo che indicava chiaramente che si trattava di carne di cavallo. I nostri partner ci hanno chiesto carne equina e hanno ricevuto, con tutti i documenti necessari, carne equina”.

Oltre che nelle lasagne Findus, tracce di carne di cavallo sono state trovate anche nei prodotti dell’azienda francese Picard. Richiamate infine lasagne e altri prodotti sospettati di contraffazione.