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Totonomi per il dopo Ratzinger, novità o tradizione?

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Totonomi per il dopo Ratzinger, novità o tradizione?

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È calata una notte diversa dal consueto sul Vaticano. La prima di una attesa più lunga del solito per sapere chi sarà il nuovo erede di San Pietro.

La rinuncia all’incarico di Joseph Ratzinger è giunta inattesa, ma la macchina per definire il suo successore si è già messa in moto.

Benedetto XVI rimarrà in carica fino al 28 febbraio e soltanto dopo si terrà il conclave che determinerà chi prenderà il suo posto, vi parteciperanno 117 cardinali provenienti da tutto il mondo.

Il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, sostiene che il pontefice uscente non influenzerà le decisioni dei porporati.

Il toto-Papa è già partito. Che sia davvero la volta di un outsider, come già si ipotizzava quasi 8 anni fa, in occasione dell’elezione di Ratzinger?

Si guarda molto all’America Latina, dove spiccano i nomi dell’italo-argentino Leonardo Sandri, già di stanza in Vaticano e dell’arcivescovo di San Paolo, Odilo Scherer.

Ma si torna a ipotizzare anche un Papa africano, come il ghanese Peter Kodwo Appiah Turkson.

In Vaticano, però, non si può mai escludere che prevalga la tradizione, che sarebbe rappresentata ancora una volta da un europeo. Tra i nomi di spicco c‘è quello dell’arcivescovo di Milano, Angelo Scola. Che potrebbe, però, essere penalizzato dall’età. Ha già 71 anni e, dopo che Ratzinger è stato eletto a 78, la tendenza potrebbe essere quella di uno “svecchiamento” per allontanare l’ipotesidi nuove “dimissioni” in tempi brevi.