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L’arcivescovo di Lione Philippe Barbarin è uno dei 118 cardinali chiamati a eleggere il successore di Benedetto XVI. 63 anni, due lauree, una in filosofia e l’altra in teologia, è tra i possibili successori del pontefice dimissionario ed è tra i candidati più giovani. Il conclave è previsto prima di Pasqua. Secondo lui, succedere a un gigante come Joseph Ratzinger non sarà facile.

“Dopo lo stupore, ho provato ammirazione, perché trovo che sia un atto di grande libertà” dice il cardinale Philippe Barbarin. “Ha sempre esercitato la sua missione con grande libertà, la stessa libertà con cui ha deciso di lasciarla. È anche un atto di umiltà, perché spesso le persone si attaccano al potere e lui non ha fatto niente per diventare Papa. E siccome penso che non sia in possesso delle piene facoltà per continuare a esercitare il suo incarico, è come se avesse detto ‘è meglio che me ne vada, è una cosa bella e utile’. Penso che di Benedetto XVI rimarrà quello che è veramente, cioè un grande teologo, un eccellente pedagogo, ha divulgato il messaggio di fede molto bene, ha dato un grande contributo con le sue encicliche, con i suoi insegnamenti, con le sue omelie e allo stesso tempo c‘è una grande dolcezza in lui, perché non somiglia a Giovanni Paolo II. E le grandi intuizioni di Giovanni Paolo II, come per esempio, le Giornate Mondiali della Gioventù, non erano nel suo carattere e le ha vissute molto bene”.

euronews:
“Lei appartiene al sacro collegio, quello dei cardinali che dovranno eleggere il prossimo Papa. Che profilo dovrà avere secondo lei?”

Cardinale Philippe Barbarin:
“Come dicevo, mi auguro soprattutto che il suo successore sia un santo e poi che abbia una mente ben strutturata. E poi che sia una persona solida perché il Papa è il successore di Pietro, su cui è stata costruita la Basilica. Dunque è meglio che l’edificio stia in piedi ed è meglio che la pietra sia abbastanza solida”.

euronews:
“Potrebbe essere lei il successore di Benedetto XVI?”

Cardinale Philippe Barbarin:
“Sì, come molte altre persone. Perché siamo in pochi elettori, ma i cardinali eleggibili sono molti di più. Quindi si può eleggere qualcuno che non fa parte del collegio cardinalizio. È un’elezione molto strana: la frequenza è totalmente irregolare, non c‘è campagna, i candidati ci sono, ma ci sono pochi elettori e molti papabili. Detto questo, vedo la mia nomina del tutto improbabile, dunque ne vedo dieci tra di noi ai quali sarei contento di dare il mio voto”.

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