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Alla Berlinale la vera storia del porno

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Alla Berlinale la vera storia del porno

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Il porno, o meglio la sua storia, approda al Festival del cinema di Berlino, con due film.

“The Look of Love”, film fuori concorso, ripercorre la vita di Paul Raymond, il magnate inglese del porno soft, re dei night club:

“Il tema è il fiorire di un certo tipo di sessualità nella cultura britannica – dice il protagonista Steve Coogan – Riguardo a questo penso che i tedeschi, i francesi, gli italiani o gli spagnoli, siano più a loro agio. Gli inglesi vivono questo modo di esprimere la sessualità con un certo imbarazzo”.

Soprannominato il “Re del porno” o, più eufemisticamente, il “Re di Soho”, il campo base londinese del suo impero, Raymond cominciò ad arricchirsi nel 1958, con l’apertura del “Raymond Revue bar”, un teatro trasformato in locale da streap tease

In arrivo direttamente dal Sundance film festival, “Lovelace” ripercorre l’esistenza della pornodiva Linda Boreman, meglio nota come Linda Lovelace.

Sbandierata come icona della liberazione sessuale degli anni ’70, la pellicola di Rob Epstein rivela una realtà diversa, fatta della violenza e dello sfruttamento di
cui la donna fu vittima:

“È un punto di svolta nella mia carriera – dice l’attrice principale, Amanda Seyfried – Mi sono tuffata nell’esistenza di una persona realmente esistita, catturandone un momento. Ho voluto dare voce a una donna dalla vita davvero avvincente”.

Il film racconta come Linda Boreman diventò Linda Lovelace, le violenze che le fece subire il marito, in che modo venne forzata a interpretare, nel 1972, il film “La vera gola profonda”, poi ritenuto uno dei capostipiti della pornografia cinematografica.

Il film è presentato nella categoria Panorama della Berlinale Special.