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Gli 8 anni di Papa Benedetto XVI

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Gli 8 anni di Papa Benedetto XVI

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Il 19 aprile del 2005, al termine di uno dei conclavi più corti della storia del Vaticano (durato poco più di 24 ore), il cardinale Joseph Ratzinger sale al soglio pontificio.
 
Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, Ratzinger sembra il papa ideale per preservare la Santa Sede dai tempi nuovi, ma molti  fedeli ritengono il porporato troppo austero per rispondere alle necessità della Chiesa del XXI secolo.
 
Benedetto XVI darà comunque prova di equilibrio e umiltà nel corso del suo pontificato, anche se verrà ricordato soprattutto per le polemiche che ha scatenato.  
Come a Ratisbona, quando all’università, citando l’imperatore Manuele II di Bisanzio, senza volerlo, si insinua nella polemica che divide Islam e Cristianesimo, infiammando gli animi dei musulmani.
 
Di fronte  all’indignazione del mondo islamico, Ratzinger si difende dicendo che si tratta di un terribile malinteso, ma ritiene comunque opportuno chiedere scusa.
 
Le tensioni  rivengono in superficie in occasione della visita del papa a Istanbul tre mesi dopo. 
Uno degli snodi fondamentali del pontificato di Benedetto XVI resta comunque il dialogo ecumenico. Dialogo che cercherà di riannodare con la Chiesa anglicana con la visita all’arcivescovo di Canterbury, dopo le frizioni del 2009 quando il Papa apre agli anglicani tradizionalisti che non accettano di concedere gli ordini sacri agli omosessuali e alle donne.
 
Anche la scelta di beatificare Pio XII scatena la polemica e non solo presso la comunità ebraica.
La controversa figura del Pontefice, che non contrastò pubblicamente la deportazione degli ebrei nei campi di concentramento tedeschi, incarna per Benedetto XVI valori di alto profilo umano e spirituale.
 
Inevitabile andare a ripescare nel passato di Ratzinger e tirar fuori dal cassetto i suoi trascorsi  nella gioventù hitleriana.
A 16 anni, seminarista, è chiamato a rinforzare le file della contraerea tedesca, finisce per disertare a qualche giorno dalla resa.
 
Il guardiano intransigente del dogma si attira nuove critiche quando nel 2009 revoca la scomunica di 4 vescovi scismatici.
Tra questi anche il  negazionista britannico Richard Williamson, che qualche giorno dopo scandalizzerà il mondo con la frase: “Non credo che siano esistite camere a gas; è vero che nel corso di due anni sono morti 300 mila ebrei, ma non in camere a gas.”
 
Un autogol per Ratzinger, che con questo gesto cercava in realtà la completa riconciliazione e la piena comunione all’interno della chiesa.
 
 
Ma il Vaticano di Ratzinger deve affrontare la prova più grande:  la denuncia degli atti di pedofilia perpetrati da alcuni suoi esponenti in tutto il mondo. Queste sevizie furono numerose in Irlanda.

 

In Germania la denuncia tocca direttamente il pontefice, accusato di aver ospitato nella sua diocesi bavarese un pedofilo recidivo.
 
Ratzinger condanna i preti pedofili e invita i cattolici a vigilare.
 
L’apertura ai contraccettivi non ci sarà. Nella sua visita in Angola, nel 2009, Benedetto XVI riafferma la strenua opposizione della Chiesa.
 
Ancora una volta la polemica facile avrà la meglio sul messaggio del suo pontificato: condannando il capitalismo chiederà senza sosta una moralizzazione dei costumi finanziari e la fine della violenza religiosa.
 

 
Uno degli snodi fondamentali del pontificato di Benedetto XVI resta comunque il dialogo ecumenico. Dialogo che cercherà di riannodare con la Chiesa anglicana con la visita all’arcivescovo di Canterbury, dopo le frizioni del 2009 quando il Papa apre agli anglicani tradizionalisti che non accettano di concedere gli ordini sacri agli omosessuali e alle donne.
 
Anche la scelta di beatificare Pio XII scatena la polemica e non solo presso la comunità ebraica.
La controversa figura del Pontefice, che non contrastò pubblicamente la deportazione degli ebrei nei campi di concentramento tedeschi, incarna per Benedetto XVI valori di alto profilo umano e spirituale.
 
Inevitabile andare a ripescare nel passato di Ratzinger e tirar fuori dal cassetto i suoi trascorsi  nella gioventù hitleriana.
A 16 anni, seminarista, è chiamato a rinforzare le file della contraerea tedesca, finisce per disertare a qualche giorno dalla resa.
 
Il guardiano intransigente del dogma si attira nuove critiche quando nel 2009 revoca la scomunica di 4 vescovi scismatici.
Tra questi anche il  negazionista britannico Richard Williamson, che qualche giorno dopo scandalizzerà il mondo con la frase: “Non credo che siano esistite camere a gas; è vero che nel corso di due anni sono morti 300 mila ebrei, ma non in camere a gas.”
 
Un autogol per Ratzinger, che con questo gesto cercava in realtà la completa riconciliazione e la piena comunione all’interno della chiesa.
 
 
Ma il Vaticano di Ratzinger deve affrontare la prova più grande:  la denuncia degli atti di pedofilia perpetrati da alcuni suoi esponenti in tutto il mondo. Queste sevizie furono numerose in Irlanda.

 

In Germania la denuncia tocca direttamente il pontefice, accusato di aver ospitato nella sua diocesi bavarese un pedofilo recidivo.
 
Ratzinger condanna i preti pedofili e invita i cattolici a vigilare.
 
L’apertura ai contraccettivi non ci sarà. Nella sua visita in Angola, nel 2009, Benedetto XVI riafferma la strenua opposizione della Chiesa.
 
Ancora una volta la polemica facile avrà la meglio sul messaggio del suo pontificato: condannando il capitalismo chiederà senza sosta una moralizzazione dei costumi finanziari e la fine della violenza religiosa.