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Franco Zeffirelli: "Gli italiani, popolo di menefreghisti"

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Franco Zeffirelli: "Gli italiani, popolo di menefreghisti"

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Novant’anni il 12 febbraio, Franco Zeffirelli è una delle ultime icone del cinema e del teatro italiani.
Il suo ‘Romeo e Giulietta’, trasposizione shakespeariana del 1968, ricevette una nomination all’Oscar per il miglior regista. Ma forse ‘La bisbetica domata’ del 1967 con Elizabeth Taylor e Richard Burton resta il suo film più noto.
 
Zeffirelli ha anche diretto numerosi allestimenti di opere liriche in Europa e negli Stati Uniti. Amico di Maria Callas, ha lavorato con i migliori artisti del mondo.
 
 
Eri Garuti, euronews:
“Maestro Zeffirelli, se lei dovesse girare un film sull’Italia di oggi per spiegarla al resto del mondo, come la racconterebbe? Che tipo di film farebbe?”
 
Franco Zeffirelli, regista:
“Mah, la chiave per l’Italia è sempre la stessa: il carattere della società italiana, anche attraverso i secoli, anche in condizioni politiche diverse, alla fine emerge sempre quello che volgarmente si dice il menefreghismo o la superiorità (noi siamo meglio degli altri, possiamo permetterci tante cose che gli altri non possono, trovare i difetti degli altri e non i nostri). È un Paese in cui è passata tutta la cultura del mondo e non solo è passata ma è anche stata creata. Noi spesso trascuriamo questo nostro aspetto, questo merito di aver dato al mondo sempre delle straordinarie scoperte non solamente artistiche ma anche scientifiche, mediche, astronomiche”.
 
euronews:
“Ma l’Italia di oggi le piace?”
 
Franco Zeffirelli:
“Tutto sommato è una povera Italia, oggi. È travestita da potenza mondiale e noi siamo una potenza economica anche discreta. Però c‘è un casino di opinioni, ognuno vuol dire la sua. Finiamo per avere una corona di partiti proprio ridicola, francamente. Nei primi anni della democrazia avevamo due schieramenti ma allora anche il mondo era schierato. Anche il mondo era comunista o capitalista”.
 
euronews:
“Ma lei ha avuto un’esperienza in politica, è stato in Parlamento, eletto con Forza Italia nel 1994. Lo rifarebbe e no? E che ricordo ha della sua esperienza in politica?”
 
Franco Zeffirelli:
“Non è che ho fatto una vita da politico. Però ho affermato, attraverso il mio lavoro, i meriti del popolo italiano, i vantaggi di una certa filosofia politica. Certo non fascista, assolutamente. Gli uomini politici poi non devono mai occuparsi di cultura perché fanno dei pasticci. Pasticci molto imbarazzanti. Quindi anche gli uomini di cultura non devono fare la politica perché, rovesciando il quadro, anche quel tipo di congiunzione non è applicabile, soprattutto in Italia”.
 
euronews:
“Se lei oggi fosse ministro della Cultura che suggerimenti, che provvedimenti farebbe?”
 
Franco Zeffirelli:
“Aprire delle scuole dovunque. Che i ragazzi non vengano affidati a improvvisati maestri che portano avanti una filosofia e una visione della società completamente sbagliata. Se poi pensa che da questa piccola penisola è fiorito tutto quello che ha fatto grande la razza umana…tutto. Non ci rendiamo conto della responsabilità che abbiamo. Abusiamo di questa posizione – una posizione di dominio - senza accorgercene. Ed è sempre stato così”.
 
euronews:
“È ancora legato a Silvio Berlusconi?”
 
Franco Zeffirelli:
“Sì, mi è simpatico, mi è sempre stato simpatico. Ha i suoi difetti. Ma mi piacciono i difetti. Il problema dei difetti è se ti piacciono o no. Tanta gente non ti piace affatto per i suoi difetti ma di alcuni, di molti sì. Puttaniere, pazienza. Affari suoi. Poi è un uomo che ha fatto tutto con le sue forze”.
 
euronews:
“Lei ha un progetto che riguarda un museo per Firenze?”
 
Franco Zeffirelli:
“Io ho in mente, anzi, sto facendo in questi giorni tutto il lavoro di preparazione, una fondazione a mio nome perché c‘è un problema che ho vissuto a lungo. Per fortuna ho ancora qualche giorno da stare qua. E voglio lasciare tutto questo a chi potrà servirsene. Faremo a Firenze una fondazione con una mostra permanente di tutto quello che io ho combinato”.
 
euronews:
“Lei è molto amato in tutto il mondo. Con quali personaggi, attori o altri, si è trovato più in sintonia?”
 
Franco Zeffirelli:
“L’attore è una razza anche quella molto importante, perché è l’opportunità che viene data all’essere umano di rompere la barriera della sua realtà e aprire il mondo alla fantasia. Il teatro è proprio quella valvola che permette ai sogni di fluire da uno all’altro. Il pubblico che va a vedere un grande attore rimane incantato perché il grande attore gli fa capire quello che è nascosto dentro di lui”.
 
euronews:
“C‘è un’opera lirica che rappresenta meglio di altre l’Italia nel mondo?”
 
Franco Zeffirelli:
“Tante. Io sono servo e schiavo de La Bohème. Sento La Bohème e mi fermo qualunque cosa faccia per entrare nel momento meraviglioso di questo Puccini che era un pazzo straordinario”.
 
euronews:
“Io la ringrazio, Maestro. Se vuole chiudere con un auspicio per il futuro dell’Italia…”
 
Franco Zeffirelli:
“Noi possiamo tutto. Se ci impegnamo col meglio di quello che ci ha offerto la sorte, con le nostre virtù e le capacità, le energie spirituali e creative, ogni uomo può crearsi un piccolo paradiso”.